Giorgio Verdelli: “Paolo Conte sembra burbero ma ha il sorriso dentro”

Esce in sala il documentario. Il regista: “Lui e Vasco Rossi, performer come due opposti che si toccano”. Il cantautore pubblica il doppio del suo primo album live del 1985

Paolo Conte. Foto Daniela Zedda per il documentario “Paolo Conte Via con me”

Paolo Conte. Foto Daniela Zedda per il documentario “Paolo Conte Via con me”

GdS 26 settembre 2020
di Chiara Zanini

Esce al cinema solo da lunedì 28 a mercoledì 30 settembre Paolo Conte – Via con me, documentario presentato fuori concorso al Festival di Venezia. Il regista Giorgio Verdelli è tra i maggiori esperti a livello internazionale di musica e ha firmato i recenti successi dei docu-film Pino Daniele. Il Tempo Resterà, vincitore del Nastro d’Argento documentari 2018, Mia Martini Fammi sentire Bella e gli speciali dedicati a Vasco Rossi. La voce narrante in questo caso è quella di Luca Zingaretti e tra le personalità che si alternano a raccontare Paolo Conte troviamo Roberto Benigni, Vinicio Capossela, Caterina Caselli, Francesco De Gregori, Stefano Bollani, Giorgio Conte, Pupi Avati, Luisa Ranieri, Zingaretti stesso, Renzo Arbore, Paolo Jannacci, Vincenzo Mollica, Isabella Rossellini, Guido Harari, Cristiano Godano, Giovanni Veronesi, Lorenzo Jovanotti, Jane Birkin, Patrice Leconte, Peppe Servillo.
Peraltro del cantautore nato ad Asti nel 1937 venerdì 2 ottobre esce in doppio vinile e in edizione limitata “Crystal Clear Vinyl”, suo primo album dal vivo registrato in tournée europea, pubblicato nel 1985 che avrà tra l’altro la replica della locandina originale del concerto di Parigi.

Paolo Conte, Via con me è prodotto da Sudovest Produzioni, Indigo Film in collaborazione con Rai Cinema e sarà distribuito da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio Capital, MYMovies.it, Rockol.it e con Concerto Music. Abbiamo intervistato il regista Verdelli.
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Verdelli, durante la sua intervista a Paolo Conte e le ricerche fatte ha scoperto qualcosa di Paolo Conte che non conosceva, ad esempio un lato del carattere?
Paolo Conte è una persona singolare, complessa, sembra burbero ma in realtà è uno che ha un sorriso dentro e anche una tenerezza e una voglia di comunicare che si esprime per sottintesi. Ecco, è una persona dalla tenerezza sottintesa.
Le canzoni di Conte assomigliano a piccole sceneggiature, sono estremamente evocative, come dice anche Caterina Caselli nel film. Conte è consapevole di essere un autore perfetto anche per il cinema?
Assolutamente consapevole. Conte ama il cinema e costruisce molte canzoni come fossero una sceneggiatura. Ma soprattutto è uno che procede per sensazioni, immagini, panorami. Ecco, lui disegna dei panorami con la sua musica e con i suoi testi.
Lei ha lavorato con una miriade di artisti. Chi l’ha sorpresa maggiormente come performer? E chi dal punto di vista umano?
Ho conosciuto performer eccellenti, ognuno a modo suo. Vasco Rossi riesce a stare davanti a un pubblico anche di 270 mila persone, come al Modena Park, con la stessa naturalezza con cui starebbe in un’osteria tra amici, o in un piccolo club, e questo è impagabile. Credo sia una delle ragioni del suo successo. Al contempo, Paolo Conte, anche se suonasse in un piccolo club lo farebbe con l’allure di stare all’Olympia o al Barbican Theatre, oppure al San Carlo. Sono due opposti che in qualche modo si toccano.
In Rai c’è ancora spazio per l’approfondimento culturale?
La Rai molto spesso insegue l’ascolto a ogni costo, ma la Rai non è una persona sola. È fatta di persone, diciamo pure di alcuni potentati che si tramandano nel tempo. Però c’è la voglia di cambiare e l’avvicinamento a nuove tecnologie. Speriamo in quelle e speriamo soprattutto che la Rai si stacchi dalla logica da reality show che non è da servizio pubblico.