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James Senese: «Penso sempre a Pino Daniele, "nacque" con i Napoli Centrale»

Il sassofonista e cantante in tour con il disco "Aspettanno ‘o tiempo" insieme agli storici musicisti dell'amico scomparso. Parla di ecologia, Miles Davis, Bennato, rapper ...

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GdS

23 Marzo 2019


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di Giordano Casiraghi

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Arriverà anche a Milano, dove mancava da qualche anno, uno dei capisaldi della musica pop rock italiana. James Senese sarà il 3 aprile al Teatro Dal Verme, in pieno centro, insieme a una formazione di tutto rispetto, ovvero Ernesto Vitolo alle tastiere, Gigi De Rienzo al basso e Agostino Marangolo alla batteria. Un quartetto straordinario che ha segnato gran parte della musica pop napoletana. Insieme hanno dato vita all’album doppio Aspettanno ‘o tiempo che in gran parte riprenderanno dal vivo, a sua volta registrato durante il tour invernale 2017 e che contiene gran parte dei successi di James Senese con la sua Napoli Centrale. Due gli inediti, lo strumentale Route 66 e LL’America, quest’ultimo scritto da Edoardo Bennato apposta per James, oltre a una rilettura di Manha de Carnaval di Astrud Gilberto e Herb Otha, intitolata per l’occasione Dint’ ‘o core.

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È un album che assegna a James Senese un posto di primissimo piano nel panorama musicale italiano con una carriera che va avanti da ben 50 anni, passando dagli Showmen di Mario Musella ai Napoli Centrale, la formazione che tuttora lo identifica. Eppure oggi se interrogate qualche giovane, apparentemente interessato alla musica, vi accorgerete che nulla conosce del glorioso passato di certe formazioni pop rock. Che poi i Napoli Centrale di James Senese si erano subiti distinti per l’inserimento di stilemi di derivazione jazz e blues più che pop. «Dico la verità – risponde Senese rintracciato in quel di Napoli – della musica attuale poco mi attrae. Ho l’impressione che la nuova gioventù non abbia ancora capito dove sta di casa il sentimento, che per me muove ogni forma artistica. Che significa parlare di musica vecchia e nuova? Anch’io potrei dire che la musica di Miles Davis è vecchia, ma non è vero, perché è ancora avanti oggi. Io lo posso capire, ma i giovani non hanno la maturità di percepire e dare valore alla musica d’avanguardia, quella che ha generato il rinnovamento».

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Il tema ecologia con “Campagna” nei Napoli Centrale
Argomenti che vengono toccati in ‘Ngazzate nire, brano che dà inizio al doppio album dove troviamo altri brani di spicco come Hey James, Chi tene ‘o mare, Dint ‘o core, E ‘na bella jurnata e ‘O Sanghe, con il sax di Senese sempre in bella evidenza. «Oggi ci si rifugia nelle mode correnti – continua Senese – perché mancano idee e tanti artisti non sanno inventare nuovi linguaggi. Quando sento quello che va oggi per la maggiore mi viene da piangere, perché non c’è più melodia, e poi che messaggio arriva? Di che valori parlano oggi i rapper? Per noi erano valori che riguardano la famiglia e la tradizione del passato, valori che hanno insegnato come vivere a quelli della mia generazione».
Tematiche che rimangono attualissime quelle delle canzoni di James Senese, basterebbe ricordare Campagna, il loro singolo del 1975 rimasto uno dei successi più importanti del gruppo Napoli Centrale. Temi che ricordano l’ecologia tanto in auge oggi: «Ho paura – precisa Senese – che le attuali mobilitazioni contro i cambiamenti climatici verranno presto messe a tacere con qualche riconoscimento e ben presto si tornerà a consumare le risorse della terra, come si è sempre fatto».

Un sax che punta al cuore
La particolarità di Senese è anche quella di cantare in napoletano, ma non dimentica di avere la pelle nera e di andare in America non ci pensa proprio: «Certo che avrei avuto meno difficoltà se fossi stato in America, ma io sto qui a Napoli, come dice la canzone che mi ha regalato Bennato per questo disco. Ovvio che alle orecchie di un napoletano suona strano, è come se un giapponese si mettesse a cantare in italiano». Dalla sua James Senese ha anche il suono del sax, un suono che punta dritto al cuore, perché l’artista ha ben imparato la lezione di altri grandi dello strumento. Chi? «Da Coltrane a Sonny Rollins e tanti altri, tutti americani. Ho scelto il sax perché ha un suono che mi affascina, mi è entrato nel cuore, senza di lui per me sarebbe la fine. È vero che è molto difficile distinguersi, ma se usi il sentimento tutto sarà più facile».

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Nero a metà con Pino Daniele
E di Pino Daniele possiamo non parlarne? La memoria ci fa tornare indietro a quel Nero a metà che l’artista napoletano ha voluto portare di nuovo in tournée: «Giusto a Milano abbiamo fatto l’ultimo concerto della serie – conclude Senese – poi Pino è mancato, ma oggi che posso aggiungere … eravamo fratelli, avevamo una sintonia che è andata avanti negli anni, ci dicevamo tutto, compreso i segreti. Fai conto che lui nasce con i Napoli Centrale, infatti è arrivato a rinforzare l’organico al nostro terzo album. Non ci siamo mai persi di vista e secondo tradizione lui amava rivederci insieme sul palco. I musicisti che sono come me in tour erano tutti sul palco del Nero a metà tour 2014».

Prossime date
03/04/2019 Milano – Teatro dal Verme (ore 21.00, biglietti da 23 euro)
23/04/2019 Surbo (LE) – Piazza Unità Europea
25/04/2019 Conversano (BA) – Piazza Castello
11/05/2019 Roma – Auditorium Parco della Musica (ore 21.00, biglietti da 23 euro)
06/07/2019 Vico del Gargano (FG) – Anfiteatro
07/09/2019 Serrara Fontana – Ischia (NA) – Piazzetta Succhivo

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