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Il Giappone antico e moderno nella potenza dei tamburi Kodo

Tappa italiana per l'ensemble Kodo al Parco della musica di Roma

Il Giappone antico e moderno nella potenza dei tamburi Kodo

GdS

8 Marzo 2018 - 19.15


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Uno spettacolo fatto di perfezione nei gesti, nel ritmo, dei tamburi. L’ensemble giapponese Kodō presenta in Europa “Kodō One Earth Tour 2018: Evolution” venerdì 9 marzo è a Roma per l’Accademia di Santa Cecilia nella Sala Santa Cecilia, nell’Auditorium Parco della Musica alle 21 in un concerto fuori abbonamento.
“Un equilibrio acrobatico ma stabilissimo tra tradizione, storia e rapidissima modernità, Kodō oggi rappresenta dunque l’espressione più efficace di una cultura estetica che affonda le sue radici nel Giappone più ancestrale e dialoga senza sosta con le punte dell’avanguardia internazionale”, recita la presentazione.
Direttore dell’ensemble è Kabuki Tamasaburo Bando, attore kabuki e celebre onnagata (attore specializzato in ruoli femminili) in Giappone. È stato premiato per le sue regie teatrali di Romeo e Giulietta e Kaijin Besso; si è misurato anche come regista cinematografico. Dall’aprile 2012 Bando è direttore artistico di Kodō e nel settembre dello stesso anno ha ottenuto il riconoscimento di “Tesoro nazionale vivente” dal governo giapponese; nel 2013 è stato decorato con la massima onorificenza francese di Comandante dell’Ordine delle Arti e delle Lettere.

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In giapponese la parola “Kodō” ha due significati: il primo è “battito del cuore”, la sorgente primordiale di ogni ritmo. Il suono del grande taiko si dice somigli al battito del cuore della madre così come può essere percepito dal bambino quando ancora si trova nel grembo materno e non è un falso mito che i bambini si addormentino cullati dai suoi suoni profondi. Il secondo significato è “bambino del tamburo” e allude alla volontà dei Kodō di suonare con la semplicità e l’animo puro dell’infanzia.

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