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Patti Smith fa cantare People have the power al Teatro dell'Opera

Ovazioni, cori, standing ovation per la cantante americana in uno dei templi della musica colta italiana. Con lei, sul palco, la figlia Jesse al pianoforte e Luca Lanzi alla chitarra

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GdS

14 Dicembre 2017


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Applausi scroscianti, selfie, cori, commozione. E’ accaduto di tutto ieri sera al Teatro dell’Opera di Roma dove si è esibita Patti Smith con un concerto-performance dedicato proprio alla Capitale. Accompagnata dalla figlia Jesse al piano (nata dal matrimonio con Fred “Sonic” Smith, morto nel 1994) e da Luca Lanzi alla chitarra acustica, Patti ha alternato lunghi momenti di parlato, tra aneddoti, ricordi, emozioni del momento condivise con il pubblico, canzoni e poesie.

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Un menu non proprio leggero sulla carta: eppure il pubblico si è immerso con entusiasmo nel flusso delle parole. In Patti Smith è difficile stabilire il confine tra la poetessa e la musicista: ha sempre scritto poesia, è stata intima dei Beat, ha tenuto la mano di Allen Ginsberg mentre moriva, oggi in America, la sua principale attività è la poesia e la scrittura. La connessione tra le sue poesie e le sue canzoni è immediata, i versi introducono la musica con naturalezza, basta pensare ai versi che citano Bruce Springsteen prima di “Because The Night” che continua a rimanere un magnete potente per convincere la gente a uscire di casa e andare a cantare in piedi in un teatro dell’Opera. La dimensione cameristica giova alla voce di Patti Smith, molto più a suo agio e precisa di quanto non fosse in contesti elettrici e bravissima nel cogliere le emozioni della platea e a coinvolgerla con inviti alla libertà che continuano a suonare attuali. Tutti in piedi in finale per ‘People have the power’

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