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Addio Umberto Eco: a Milano il funerale laico

La cerimonia funebre del semiologo si svolge nel Cortile della Rocchetta al Castello Sforzesco a pochi passi dalla sua abitazione. Centinaia in coda per l'ultimo saluto.

Addio Umberto Eco: a Milano il funerale laico

GdS

23 Febbraio 2016 - 14.35


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Addio Umberto Eco. “Eco non aveva niente di speciale. Solo che quando arrivava Umberto c’era un luccichio, era un vento che faceva bene al mondo. Era leggero ma anche pesante, nel senso bello del termine: aveva gravità. Ci scambiavamo lettere e gioch” così Benigni entrando al Castello Sforzesco per l’ultimo saluto al grande semiologo e scrittore.

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Il feretro di Umberto Eco, morto il 19 febbraio all’età di 84 anni, è nel cortile della Rocchetta al Castello Sforzesco di Milano per il funerale laico. Il carro funebre è stato scortato dalla casa dello scrittore da cinque agenti in moto della Polizia locale.

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Franceschini. Umberto Eco “andava guardato come si guarda un quadro o un paesaggio. Si capiva e si vedeva che in quei silenzi consultava la sconfinata biblioteca che era dentro di sé”. Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha parlato del semiologo, filosofo e scritture, intervenendo al rito di addio al Castello Sforzesco di Milano. “In quei silenzi” Umberto Eco “stava cercando e lavorando – ha aggiunto -. Grazie Maestro per aver guardato per tutta la vita fuori da quella finestra per noi”.

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Giannini, abbiamo perso un maestro, non la sua lezione.“Eco è il simbolo di quel classicismo innovatore di cui c’è tanto bisogno e di cui il nostro Paese è portatore nel mondo. Abbiamo perso un maestro ma non abbiamo perso la sua lezione. Carissimo professore Eco, carissimo Umberto, oggi non un addio”. Così il ministro dell’Istruzione, Stefania Gannini, ha ricordato il semiologo, filosofo e scrittore Umberto Eco, nel suo intervento alla cerimonia funebre in corso al Castello Sforzesco di Milano.

Pisapia, grazie per tuo coraggio culturale e civile. “Grazie per il tuo coraggio culturale e civile”, “grazie per essere stato l’interprete dell’anima di questa città”: è stato innanzitutto un ringraziamento a Umberto Eco l’intervento del sindaco Giuliano Pisapia al funerale laico dello scrittore. Il suo è stato il primo degli interventi previsti dopo l’introduzione del suo editore ed amico Mario Andreose e la musica di Arcangelo Corelli suonata da clavicembalo da viola e gamba dell’orchestra Verdi. “Umberto – ha detto Pisapia – sei stato, sei e sarai l’orgoglio di questo Paese” non solo uno studioso ma come un uomo “in grado di parlare con tutti”.

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In centinaia in coda. Sono centinaia le persone in coda nel cortile delle Armi del Castello Sforzesco in attesa di assistere al rito civile per l’ultimo saluto a Umberto Eco.
Le persone saranno fatte entrare alle 14.30 nel cortile della Rocchetta dove si svolgerà il rito. Secondo gli organizzatori, solo una parte riuscirà ad entrare. La capienza massima è di 800 persone per motivi di sicurezza.

La sua città. Mentre il feretro veniva caricato sul carro funebre Rita Rossa, sindaco di Alessandria, che indossa la fascia tricolore, ha accarezzato la bara.
“Eco amava Alessandria ed era amato dagli alessandrini” ha detto ricordando che all’ultima calamità naturale lui aveva anche donato un’ingente somma senza volere che la notizia fosse resa pubblica.

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Al fianco della bara le corone di Mattarella e Renzi. Ai due lati della bara di Umberto Eco, al Castello Sforzesco, sono state posizionate le corone inviate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi. E poi ancora della presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini. A fianco della bara è stata sistemata la toga dell’Alma Mater dell’ università di Bologna. Listati a lutto i gonfaloni dei Comuni di Milano, Bologna, Torino e Alessandria, della Regione Lombardia, della città metropolitana di Milano e anche dell’istituto d’istruzione superiore Saluzzi Piana di Alessandria.

La cerimonia. Sarà una cerimonia “breve” con alcuni interventi da parte di amici intimi e anche di istituzioni, come ad esempio il rettore dell’Università di Bologna che potrebbe prendere la parola, quella per l’ultimo saluto ad Eco. Lo ha spiegato il curatore editoriale storico del filosofo e semiologo, Mario Andreose, lasciando per alcuni minuti la casa di Eco. Ci saranno sicuramente i sindaci di Alessandria, città dove Eco era nato, e di Monte Cerignone, il paese delle Marche dove si trova la sua casa di campagna. “Per altre istituzioni stiamo aspettando conferme”, ha spiegato. La salma di Umberto Eco lascerà la sua casa soltanto mezz’ora prima dell’inizio della cerimonia di saluto.

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