Woody Allen senza vergogna: "dovrei essere il testimonial del movimento #MeToo"

Alla tv argentina il regista ha respinto ancora una volta le accuse mosse dalla figliastra Dylan Farrow e ha dichiarato di sostenere la campagna

Woody Allen

Woody Allen

GdS 5 giugno 2018

Respingendo ancora una volta le accuse che gli sono state mosse dalla figliastra Dylan Farrow, Woody Allen ha ribadito la sua posizione su #MeToo: si sente così vicino alle vittime da poter essere il testimonial del movimento nato in seguito all'esplosione dello scandalo che ha travolto Harvey Weinstein.
"Sono un grande sostenitore del movimento #MeToo - ha detto Woody Allen, intervistato dalla tv argentina - e credo che dovrei essere il 'poster-boy' del movimento, perché ho lavorato nel cinema per 50 anni e nessuna delle mie collaboratrici e attrici si è mai lamentata di me. Ciò che mi infastidisce è essere stato accostato a queste persone, accusate anche da centinaia di donne".
Sono passati 25 anni da quando Dylan Farrow ha denunciato Woody Allen, ma le sue accuse sono sempre cadute nel vuoto. Al programma argentino Periodismo Para Todos, il regista newyorchese è stato interrogato se ci fosse qualche verità dietro l'accusa di aver abusato sessualmente della figliastra, Dylan.
"E' semplicemente folle. E' qualcosa - ha risposto Allen - su cui le autorità hanno indagato 25 anni fa e tutti erano giunti alla conclusione che non ci fosse niente di vero. Ed è tutto terminato lì, sono andato avanti con la mia vita. Far riemergere ora quelle accuse rappresenta qualcosa di terribile. Sono un uomo con una famiglia e dei figli, quindi ovviamente è sconvolgente".
La storia è riemersa dopo le accuse contro il potente produttore Harvey Weinstein e altre figure di Hollywood, portando diversi attori, Greta Gerwig, Colin Firth, Ellen Page, tra gli altri, a dichiarare il loro rammarico per aver lavorato con Allen.
Il regista di Manhattan ha aggiunto di essere infastidito dall'essere associato a persone come Weinstein. "Penso - ha detto Allen - che ogni situazione in cui qualcuno venga accusato ingiustamente sia triste. Penso che tutti possiamo essere d'accordo su questo... tutti vogliono che venga fatta giustizia. Se c'è qualcosa come il movimento #MeToo si fa il tifo per loro, si vuole che ottengano giustizia contro questi terribili molestatori, queste persone che fanno queste cose terribili. Ed è positivo. Quello che mi infastidisce è essere paragonato a loro. Persone che sono state accusate di aver compiuto innumerevoli abusi da 20, 50, 100 donne, mentre io sono stato accusato solo da una donna durante un caso per ottenere la custodia di un minore ed è qualcosa su cui si è indagato, dimostrando che non c'era niente di vero".