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Wonder Woman contro le molestie sessuali: niente sequel se finanziato da Ratner

Secondo Yediot Ahronot l'attrice israeliana Gal Gadot non parteciperà al sequel se sarà coinvolto il produttore Brett Ratner, accusato di molestie.

Wonder Woman contro le molestie sessuali: niente sequel se finanziato da Ratner

GdS

13 Novembre 2017 - 13.38


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Cosa poteva aspettarcisi dalla superoina per eccellenza della Marvel? L’unica, vera donna di un mondo fumettistico prevalentemente maschile, in cui i supereroi hanno sempre muscoli coriacei e le fanciulle appaiono solo per essere corteggiate, Wonder Woman è effettivamente in grado di prendere a calci gli uomini che le fanno da controparte. 

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E così, l’attrice del primo successo cinematografico di questo tipo, ha deciso di schierarsi dalla parte delle donne.
Secondo Yediot Ahronot la attrice israeliana Gal Gadot, che interpreta il personaggio, minaccia di non partecipare al secondo film della serie se nel suo finanziamento sarà coinvolto il produttore Brett Ratner, di recente accusato di molestie sessuali da parte di alcune donne. Ratner, precisa il giornale, ha replicato che si tratta di accuse infondate. L’ultimatum di Wonder Woman titola in prima pagina Yediot Ahronot, mentre anche Maariv la presenta con una spada dardeggiante in mano sotto al titolo: Gal combatte contro le molestie. Questi giornali rilevano che il mese scorso Gadot ha espresso solidarieta’ con le “donne coraggiose che si confrontano con le loro paure ed ora parlano. Siamo tutte unite in questo periodo di cambiamento”. Adesso secondo informazioni del New York Post riprese dalla stampa israeliana la parola spetta alla Warner Brothers che dovra’ decidere se rispettare gli accordi con la società di Ratner o rischiare di rinunciare a Gadot in Wonder Woman.

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