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La Festa di Roma scalda i motori: si parte con Hostiles, grande western

Presentata la manifestazione che dal 26 ottobre attraverserà la Capitale. Saranno 39 i film della selezione ufficiale. Premio alla carriera a David Lynch. E i fratelli Taviani celebrano Fenoglio

La Festa di Roma scalda i motori: si parte con Hostiles, grande western

GdS

10 Ottobre 2017 - 15.03


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Partiamo dai numeri della dodicesima edizione della Festa del cinema di Roma, in programma dal 26 ottobre al 5 novembre: 39 film e documentari nella Selezione Ufficiale di cui 3 in collaborazione con Alice nella città, 6 Tutti ne parlano, 4 Eventi Speciali, 12 Incontri Ravvicinati, 4 Preaperture, 4 Restauri e Omaggi 1 Retrospettiva, 11 Riflessi, 7 Film della nostra vita, 17 altri eventi della Festa, 31 Paesi partecipanti. La Selezione Ufficiale della Festa del Cinema, come detto, ospita 39 film, con l’obiettivo di offrire qualità ed eccellenza in tutte le espressioni cinematografiche: nel cinema indipendente, nella produzione di genere, nell’opera di autori affermati, in quella di registi emergenti, nella ricerca e nella sperimentazione, nel cinema di dichiarata vocazione spettacolare, nell’animazione, nella visual art e nei documentari. Un ruolo importante sarà anche quest’anno svolto dagli Incontri Ravvicinati con autori, attori e protagonisti della cultura italiana e internazionale, dalla Retrospettiva, dai Restauri e dagli Omaggi. Accanto alla Festa, come sezione autonoma e parallela, Alice nella città organizzerà, secondo un proprio regolamento, una rassegna di film per ragazzi.
Antonio Monda, che è stato riconfermato direttore artistico, scrive nel catalogo (imponente) che accompagna La Festa: “Non sottovaluto affatto l’importanza e il fascino del glamour, tuttavia ancora una volta sono state effettuate scelte che nascono in primo luogo dal sincero apprezzamento dei film a prescindere dalle potenzialità del red carpet: abbiamo insomma cercato di amare e omaggiare il cinema nella sua essenza. Le star saranno ancora una volta tante, ma ci è sembrato significativo dare un segnale su cosa debba consistere in primo luogo una celebrazione del cinema in un mondo sempre più pronto a potenziare il ruolo della cornice su quello del quadro. Chi fa questo mestiere sa che spesso questo tipo di scelte nasce da un circolo vizioso che si auto-alimenta: da un lato le partnership – a volte utilissime e obbligate – con il mondo del lusso e dall’altra un’attenzione sempre più spasmodica, da parte dei media, al momento dell’immagine scintillante. Tutto comprensibile, ma alla fine di un’esperienza cinematografica l’unica domanda realmente determinante è: “Si tratta di un buon film?”. Abbiamo cercato di rispondere in primo luogo a questa domanda seguendo lo stesso criterio di qualità per ogni singolo evento, a cominciare dalla scelta del Premio alla Carriera, che quest’anno andrà a David Lynch, straordinario artista visionario e grande poeta dello schermo. Siamo estremamente orgogliosi di tutti gli Incontri Ravvicinati, e per lo spettatore non sarà difficile individuare una linea prevalente nelle scelte degli ospiti: artisti che hanno saputo interpretare le speranze, i sogni, le angosce, e a volte anche la voglia di spensieratezza di intere generazioni. E questo è valido a prescindere dall’età: dal giovanissimo Xavier Dolan al settantottenne Ian McKellen. Da Nanni Moretti a uno scrittore di culto come Chuck Palahniuk. Abbiamo mantenuto questo principio della varietà anche negli Omaggi e nei Restauri, omaggiando film differenti quali Dillinger è morto, Miseria e nobiltà e Sacco e Vanzetti. Con la Retrospettiva “La scuola italiana”, curata da Mario Sesti, abbiamo quindi celebrato l’arte di coloro che hanno messo il propriotalento al servizio di registi di ogni parte del mondo: i grandi direttori della fotografia italiani, i costumisti, gli scenografi…”
“Ancora una volta – continua Monda –  la scelta dei film della Selezione Ufficiale è molto variegata, in particolare nei generi: è un onore per tutti noi proporre quest’anno numerosi film di autori che hanno vinto l’Oscar o la Palma d’oro. In questi anni abbiamo celebrato i generi e, per ribadire questa strada, per l’apertura abbiamo scelto Hostiles, un magnifico western radicato nella migliore tradizione del cinema americano: un viaggio all’interno del cuore selvaggio del grande Paese e delle nostre anime, in cerca della redenzione.  Sono molto fiero di presentare a Roma le opere di maestri diversissimi come Paolo e Vittorio Taviani, che hanno adattato magistralmente sullo schermo il capolavoro di Beppe Fenoglio Una questione privata, e Kathryn Bigelow, che con implacabile talento ha raccontato in Detroit un momento tragico della storia moderna americana. Da autentici artisti sanno che è determinante sapere come fare il cinema, ma è ancora più importante sapere perché.

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