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L'antropofagia di 'Caniba' a Venezia, ma lo shock è meno forte del previsto

La pellicola è stata proiettata ieri, suscitando reazioni differenti nel pubblico: ma era già considerata la 'più controversa' del festival

L'antropofagia di 'Caniba' a Venezia, ma lo shock è meno forte del previsto

GdS

5 Settembre 2017 - 10.34


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‘Caniba’ era il film più controverso e discusso tra le proiezioni di Venezia, per via degli spaventosi temi che toccava. Ma si può dire che abbia parzialmente deluso il pubblico, che non ha provato lo shock che si aspettava: resta comunque una pellicola degna di venire proiettata al festival, e sicuramente tutto tranne che ‘leggera’.

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Il protagonista è Issei, che viene arrestato 32enne nel 1981 mentre tenta di liberarsi del corpo di una sua collega di corso olandese: il ragazzo l’ha infatti uccisa, violentata, in parte mangiata e poi fatta a pezzi. Ovviamente Issei viene dichiarato insano e rimandato in Giappone dove, rinchiuso in un ospedale psichiatrico, esce il1985.

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Issei torna in patria e si dà alla pornografia, pubblicando anche un manga in cui racconta della sua antropofagia: è affiancato dal fratello, masochista, che prova piacere ad infliggersi dolore con coltelli, pungoli, filo spinato ed altri oggetti affilati. La regia è di Verena Paravel e Lucien Castaing- Taylor, i quali discutono di sottofondo delle implicazioni filosofico- etiche della antropofagia di Issei.

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