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64° Trento Film Festival, ecco i vincitori

Assegnati i premi di questa 64 edizione che ha visto 23 film in concorso. Alla regista Anca Damian la Genziana d’oro miglior film - Gran Premio “Città di Trento.

64° Trento Film Festival, ecco i vincitori
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8 Maggio 2016 - 21.55


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La giuria del 64. Trento Film Festival – composta dalla regista cilena Tiziana Panizza Montanari, dalla direttrice del Festival International du Film d’Environnement di Parigi Myriam Gast-Loup, dal direttore della fotografia Thierry Machado, dal documentarista Alberto Fasulo e dallo scalatore professionista e regista statunitense Cedar Wright – dopo aver visionato i 23 film in concorso in un’appassionante settimana di scoperte, viaggi, emozioni forti, ha assegnato i suoi premi, che riflettono la ricchezza della selezione di quest’anno.

È la regista Anca Damian la vincitrice della Genziana d’oro miglior film – Gran Premio “Città di Trento”. La giuria internazionale ha premiato con il riconoscimento più ambito il suo film La Montagne Magique: lastoria di Adam Jacek Winkler, fotografo, alpinista e militante politico, narrata in una biografia che abbraccia metà del Novecento. La sua vita avventurosa viene restituita attraverso l’utilizzo di un numero strabiliante di tecniche di animazione, in un incantevole e ipnotico caleidoscopio di eventi che incrociano la sua vicenda personale con la Storia con la S maiuscola. “Quest’opera originale, stravagante, sensibile e intima – si legge nelle motivazioni della giuria – riesce a unire narrazione epica e creazione artistica. Il percorso di vita del protagonista, oltre alla forza di un destino, comprende in sé tutta la complessità dell’essere umano.”

Al commovente K2 – Touching the Sky della regista Eliza Kubarska, è andata la Genziana d’Oro Miglior film di Alpinismo – Premio del Club Alpino italiano. È possibile conciliare i rischi dell’alpinismo con la scelta di diventare genitori? La regista decide di affrontare questa domanda invitando a un trekking fino al campo base del K2 un gruppo di persone accomunate dall’aver perso durante l’infanzia un genitore su quella vetta.“Misurarsi a rischio delle proprie vite sembra rendere gli alpinisti degli eroi…ma non lo sono. Chiedersi cosa lasciano in eredità a coloro che restano, a coloro che subiscono la paura del non ritorno, della solitudine, del vuoto, commuove ancor di più.”

La Genziana d’Oro Miglior film di esplorazione o avventura – Premio “Città di Bolzano” è andata all’epicoThe Great Alone di Greg Kohs che celebra la figura di Lance Mackey, vincitore per quattro volte consecutive della Iditarod Trail, la celebre corsa di slitte trainate da cani lunga 1868 chilometri. Un film che “risveglia il nostro animo bambino grazie a un corteo di eroi in viaggio verso il Nord, attraverso paesaggi ammalianti avvolti in temperature estreme”.

Le Genziane d’Argento sono state così assegnate: per il miglior contributo tecnico-artistico a Behemoth diZhao Liang, già in concorso a Venezia e acclamato tra i migliori documentari del 2015, sull’impatto sul paesaggio dell’industria estrattiva e le terribili condizioni di lavoro nelle miniere della Mongolia; per il miglior cortometraggio a Last Base di Aslak Danbolt, sull’ultimo salto di jumping di Joachim che ha perso un amico a seguito di un lancio spericolato.

Il Premio della Giuria se lo è aggiudicato My Love, don’t cross that river di Jin Moyoung, il ritratto della storia d’amore unica tra Byongman Jo e Gyeyeul Kang, coppia di anziani coniugi che vivono fianco a fianco da 76 anni. “Quando si incontrano film unici, si ha la sensazione di aver conosciuto realmente i suoi protagonisti. In questo caso non abbiamo conosciuto non solo due bellissime persone, ma anche il grande amore che in fondo al cuore tutti desideriamo.” Menzione speciale per On the Rim of the Sky di Hongjie Xu, che fotografa il villaggio di Gulu e la minuscola comunità che lo abita, abbarbicata sui monti della provincia cinese del Sichuan. “Attraverso un’analisi intima, ci si avvicina alla realtà dei bambini e dei loro insegnanti e allo stesso tempo si testimonia il cambio irreversibile di uno stile di vita grazie alla forza dell’educazione, dimostrando che le frontiere non sono solo geografiche.

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