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Menomale è lunedì: docu-film sul lavoro in carcere

Il film di Filippo Vendemmiati girato in un carcere bolognese è stato selezionato per il festival. Il regista: voglio portare gli attori sul red carpet.

Menomale è lunedì: docu-film sul lavoro in carcere

GdS

8 Ottobre 2014 - 15.16


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“Siamo molto felici: il festival di Roma dà molta visibilità, ma è anche molto difficile. È stata una scelta coraggiosa, quella di scommettere su di noi. Soprattutto quest’anno, che il festival sarà più che altro una festa grazie alla giuria popolare”. Filippo Vendemmiati, giornalista e regista ferrarese, commenta così la partecipazione nella sezione ‘Prospettiva Italia’ della kermesse cinematografica della capitale del suo ultimo docu-film ‘Menomale è lunedì’. L’anteprima mondiale è fissata per mercoledì 22 ottobre. “Abbiamo lavorato sodo tutta l’estate: una faticaccia, ma ne è valsa la pena”. Prossimo obiettivo, portare sul tappeto rosso gli attori protagonisti: ‘Menomale è lunedì’ racconta l’esperienza di ‘Fare impresa in Dozza’, l’officina metalmeccanica nata nel carcere bolognese grazie all’idea di 3 aziende del territorio (Gd, Ima, Marchesini group). Sono 13 i detenuti assunti a tempo indeterminato, guidati da ex operai che hanno deciso di mettere a disposizione un po’ del loro tempo e della loro competenza. “Vorremmo che tutti gli operai fossero con noi alla prima. Ci piacerebbe portare anche qualche detenuto, ma non sarà molto facile”.

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‘Menomale è lunedì’ – racconta Vendemmiati – mi è scoppiato dentro come un fulmine. L’idea è nata all’improvviso, e non ho più potuto pensare ad altro. Prima di realizzarlo mi sono rivisto un paio di volte ‘Cesare deve morire’ dei fratelli Taviani, che amo molto”. Nel film, la rappresentazione del lavoro non solo come profitto, ma anche e soprattutto come valore etico e sociale: secondo l’autore, l’officina riesce a trasformare lo spazio del carcere in uno spazio di libertà. “Questo docu-film comincia dove molti finiscono: va oltre la denuncia, entra nei luoghi e incontra le persone che li vivono. ‘Fare impresa in Dozza’ è la dimostrazione che se ci si mette insieme, si può fare qualcosa di serio. Come applicare la Costituzione, iniziando a pensare alla pena non come a una vendetta nei confronti di chi ha sbagliato ma come a una possibilità di recupero”. In questo senso, il film ha l’ambizione di spiegare cosa sia effettivamente un carcere: un posto fuori dal tempo. “Ho provato a raccontare cosa significa poter lavorare invece non fare nulla tutto il giorno, in attesa di un parente o dell’avvocato. Il lavoro scandisce il tempo, rompendo un’attesa infinita”. Un ritmo spesso vivace, con tutor – gli ex operai – anche molto severi: “Si arrabbiano, alzano la voce. In officina sono tutti uguali, non esiste nessun ‘poveretto’”.

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Nei giorni scorsi sono stati annunciati due nuovi esperimenti in Dozza. Le detenute del progetto ‘Gomito a gomito’ lavoreranno stabilmente per l’Ikea di Casalecchio, realizzando i lavori sartoriali chiesti dai clienti del colosso svedese per personalizzare i loro acquisti. Intanto, è pronta a scendere in campo la ‘Giallo Dozza’, squadra di rugby formata da ragazzi dell’istituto penitenziario: l’esordio nel campionato di C2 Girone Emilia è fissato il prossimo 25 ottobre. “Di entrambi i progetti ne sentivo parlare durante le riprese – commenta il regista –: non pensavo che avrebbero visto la luce così alla svelta. È importante che nel nostro carcere ci siano esperimenti di questo tipo”.

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I detenuti della Dozza sono 673 per una capienza massima di 492. Alla fine del 2013 erano oltre 900. “Noi abbiamo lavorato con i detenuti della sezione penale, quelli con condanne definitive. Non abbiamo riscontrato nessun problema di sovraffollamento: psicologici, sì, ma non materiali. I problemi sono nell’ala giudiziaria, dove ci sono le persone in attesa di giudizio. Ma i dati della direttrice sono positivi, speriamo si continui in questa direzione”.

Prossimi impegni? “Innanzitutto, andare a Roma. La vita vera del docu-film comincia dopo il festival, però. Cercheremo un distributore, e se non lo dovessimo trovare accompagneremo in giro ‘Menomale è lunedì’ tenendolo per mano. Il mio desiderio – ma devo ancora chiedere al ministero della Giustizia – è portarlo nelle carceri italiane, oltre che ovviamente nelle scuole. Chissà”. Progetti in cantiere? “I miei cassetti sono stracolmi. Al momento mi sto appassionando alla storia di un detenuto, dopo avere letto il libro a lui dedicato. Ma è ancora presto per parlarne…”. (ambra notari)

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