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Roberto Saviano ad Amici: sono qui per parlare con i ragazzi

Lo scrittore sarà ospite della prima puntata del serale di Amici in onda sabato 11 aprile 2015 e già registrata.

Roberto Saviano ad Amici: sono qui per parlare con i ragazzi

GdS

9 Aprile 2015 - 12.27


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“Non canto non ballo, io vengo da un altro percorso. Eppure in realtà sono convito che questo è il posto giusto. Cerco sempre di parlare a ragazzi, mi nutro dell’incontro con loro, vado nelle scuole, nelle università e questa in qualche modo è una scuola particolare e quindi sono contento e lo ritengo un privilegio potervi parlare”. Saranno queste le parole che Roberto Saviano, ospite di Amici, dirà su Canale 5 sabato prossimo, 11 aprile 2015, rivolgendosi ai ragazzi della scuola più famosa della tv e al pubblico.

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“Siete in un momento cruciale e la mia generazione come anche la vostra spesso si trova di fronte la possibilità unica di realizzarsi andando via – ha detto lo scrittore -. La maggior parte dei miei amici sono andati via, io sono nato a Napoli e sono andato via. Mi torna alla mente un racconto dello scrittore marocchino Thar Ben Jelloun dove c’è un dialogo tra una ragazzina di 14 anni che alla domanda ‘cosa vuoi fare da grande?’ risponde: partire. Ma partire non è un mestiere! E’ una risposta a qualcosa che non funziona” ha spiegato.

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Il viaggio verso un futuro migliore viene visto “ormai con una certa indifferenza. Coloro che partono dalla loro terra, i barconi, Lampedusa, il numero dei morti spesso elevatissimo: tutto passa così, come un elemento ordinario”.

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L’obiettivo di Saviano è far riflettere i ragazzi, farli soffermare sulle cose, andare oltre Facebook e i tg: “L’informazione è come un lago ghiacciato, ci puoi pattinare sopra, scivolandoci, stando in piedi, puoi appagarti di un titolo, puoi appagarti di un’opinione oppure puoi rompere quel ghiaccio tuffarti andare in fondo e farti un’opinione tua, prendere diverse fonti, avere un’idea, cambiarla”. Per farlo ha mostrato delle foto. Prima tra tutte quello della bambina del campo profughi siriano, davanti alla macchina fotografica alza le mani in segno di difesa, pensando si tratti di un fucile.

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