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Bestemmie in Tv: non sparate su Timperi

La bestemmia in diretta è una vecchia storia della nostra televisione. Ne ricordiamo alcune, qualcuna anche da competizione. [Piero Montanari]

Bestemmie in Tv: non sparate su Timperi

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20 Ottobre 2014 - 09.57


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di Piero Montanari

Mi sembra si stia montando un caso enorme sulla storia della bestemmia pronunciata dal conduttore di Uno Mattina in famiglia, il fascinoso “blue eyed” Tiberio Timperi che, nel corso di una puntata della trasmissione, ha sparato un bestemmione da competizione in un momento di difficoltà, pensando di non essere udito dai telespettatori. La sfortuna ha voluto, come raccontano le cronache, che non solo la bestemmia non è stata tagliata, ma è addirittura andata in onda ben due volte, se magari qualcuno se l’era persa.

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Ovviamente la storia è diventata subito virale per la Rete e il video di pochi secondi dove viene udita la bestemmia, ha ricevuto subito migliaia di click, tanto da dover essere tolto, evidentemente su richiesta della Rai, che, da par suo, ha promesse serie ritorsioni a Timperi.

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Le bestemmie in diretta è una vecchia storia della nostra televisione. Ricordo quella pronunciata forte e con ottima dizione da Leopoldo Mastelloni nel 1984, nel corso di una puntata del programma di Rai 2 Blitz , che costò all’attore l’allontanamento per anni dalla tv di Stato, non ostante un tribunale lo assolse per l’ingiuria che, se ben ricordo, era rivolta al Padre (e non alla Madre, come quella di Timperi).

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Al campionato di bestemmie in diretta partecipò anche il “compagno di merende” di Carlo Conti, Massimo Ceccherini, che dall’Isola dei Famosi ci deliziò, da bravo toscanaccio, con una bestemmia ricca di fantasia e di creatività, come solo loro sanno fare. Ovviamente anche il comico subì la punizione dovuta, con anni di ostracismo televisivo.

A parte quella pronunciata al matrimonio di Valeria Marini, va ricordato invece il bestemmione possente di Roberto Da Crema, durante un fuori onda della prima edizione de La Fattoria, che fece cadere soffitti e teste di manager televisivi.

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Insomma, un bestiario di parolacce che, nel corso degli anni, con grande senso dei tempi che cambiano, la televisione ha lentamente sdoganato, fino a derubricarle a poco più che esclamazioni condite, peccato veniale per chi le pronuncia (e le ascolta) e farle assurgere a lessico tollerabile, nell’uso quotidiano che la tv ne fa ormai da molto, in una logica evoluzione del momento storico mutato.

Ma io l’ho ascoltata e riascoltata la parolaccia di Timperi: ha solo detto esattamente “Camadonnn” che non è propriamente una bestemmia, non è nulla. E’ un’esclamazione di disappunto in un momento di difficoltà, pronunciata verso qualcuno che non esiste, un nome che non appartiene a nessuno. Potrebbe essere il suo amichetto immaginario, quello cui tanti bambini piccoli si rivolgono nei giochi, quando stanno troppo da soli. Potrebbe essere semplicemente un modo di scaricare la tensione che è sempre piuttosto alta, quando fai un mestiere pubblico, davanti alle telecamere, giocandoti sempre la faccia, come questa storia insegna.

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Quindi, chiedo l’assoluzione piena del bravo e simpatico Tiberio che veramente non ha nessuna colpa, se non quella di non essersi accorto che era ancora in onda. E mi pare il caso di dire sinceramente: chi è senza peccato, scagli la prima pietra (e dica l’ultima bestemmia).

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