Al via il Todi Festival, eclettica kermesse dalla solida tradizione

Dal 28 agosto al 5 settembre una delle rassegne artistiche più interessanti ed eclettiche nel panorama culturale italiano si svolgerà nella cittadina umbra

Il direttore artistico del Todi Festival, Eugenio Guarducci

Il direttore artistico del Todi Festival, Eugenio Guarducci

Giuseppe Costigliola 23 agosto 2021

Tra qualche giorno partirà la XXXV edizione del Todi Festival, una delle rassegne artistiche più interessanti ed eclettiche nel panorama culturale italiano, che si svolgerà nella città umbra dal 28 agosto al 5 settembre. Per il sesto anno consecutivo la direzione artistica è stata affidata a Eugenio Guarducci, e l’organizzazione all’Agenzia Sedicieventi, mentre la direzione generale è in capo a Daniela De Paolis: una macchina ben rodata, dunque.

Nutrito il programma degli eventi, tra teatro, musica e arti visive: si comincerà con l’esordio drammaturgico di Valter Veltroni – uno dei numerosi debutti nazionali, com’è tradizione di questa rassegna – e si chiuderà con il concerto di Loredana Bertè, che avrà luogo nella Piazza del Popolo. Per il programma completo si rimanda al sito ufficiale, ma vale la pena segnalare la rassegna “Todi Off”, spettacoli teatrali dedicati a rappresentazioni d’avanguardia e sperimentali, nonché trampolino di lancio per artisti emergenti, che affianca la rassegna più tradizionale, “Main stage”. Così come va notata l’attivazione di ben tre Masterclass, progetti formativi aperti agli appassionati che a costi contenuti offrono lezioni rispettivamente sulla voce scenica, la scrittura teatrale e uno studio sul “Macbeth” con tanto di distribuzione di ruoli.

Nel solco della tradizione anche la scelta di affidare a celebri artisti italiani contemporanei l’immagine dell’evento: quest’anno è la volta di Arnaldo Pomodoro, che ha firmato il manifesto che accompagnerà lo svolgimento della manifestazione. In omaggio all’artista, il Comune di Todi ha programmato una mostra temporanea, “Labyr-into. Dentro il labirinto di Arnaldo Pomodoro”, allestita nella suggestiva Sala delle Pietre, al primo piano di Palazzo del Popolo.

Per l’occasione abbiamo intervistato il direttore artistico del Todi Festival, Eugenio Guarducci.

Quali sono stati i criteri ispiratori per la composizione del nutrito programma? C’è un filo che lega gli spettacoli, un messaggio che si vuole lanciare?

Fin dalla nostra prima edizione che ci ha visto responsabili della Direzione Artistica abbiamo voluto evitare il rischio di un fil rouge che imprigionasse la programmazione del Festival. Innovazione e possibilità di dare spazi a debutti nazionali sono stati i principali nostri riferimenti.

Questa XXXV edizione presenterà delle novità di rilievo rispetto alle passate edizioni?

La novità più significativa ha riguardato la sezione Todi Off che quest’anno, attraverso una call, ha visto la candidatura di ben 451 proposte tra teatro e danza. Scegliere i 6 spettacoli previsti non è stato un compito facile.

Lei è al sesto anno di direzione artistica: come si è evoluta questa importante rassegna in questo lasso di tempo?

Credo che ci venga riconosciuta da una parte la capacità di aver mantenuto fede al DNA del Todi Festival che fu tracciato sapientemente dal suo fondatore Silvano Spada e dall’altra il coraggio di aprirsi a diverse arti performative avendo sempre ben presente anche la necessità di comunicare bene le cose che intendiamo fare.

Le disposizioni per il contrasto alla pandemia hanno condizionato l'organizzazione della manifestazione?

Certamente si. Adattarsi alla capienza ridotta a Teatro ed in Piazza condiziona evidentemente sia le compagnie che il pubblico ed incide profondamente anche sull’architettura finanziaria del Todi Festival.

Una delle particolarità del Todi Festival è la presenza di un Laboratorio di scrittura critica e giornalismo teatrale: crede molto in questo format?

Il ruolo della critica in tanti settori della vita culturale è sempre più rilevante ma credo che manchino opportunità concrete di crescita ed esperienza sul campo per i cosiddetti “giovani critici”. Todi Festival vuole dare un segnale di attenzione rispondendo a questa grave carenza.

Che importanza riveste questa kermesse per la città di Todi, pienamente coinvolta nei luoghi, nelle risorse e nelle energie, e per l'Umbria intera?

I Festival in generale sono delle ottime leve per il marketing territoriale e più sono riconoscibili e riconosciuti dal pubblico, dai media e dagli operatori del settore più riescono a favorire ricadute importanti anche sotto il profilo turistico ricettivo. L’Umbria è terra di festival e la Regione Umbria è molto attenta alla loro valorizzazione. Todi Festival è tra quei festival che godono di questa importante attenzione.