Catania ricorda Turi Ferro, attore che amava il teatro con tutto se stesso

Tra uno spettacolo con il figlio alla regia e un libro, le iniziative dello Stabile e di altre istituzioni per i cento anni dalla nascita e sui suoi legami con la città

Turi Ferro in Liolà di Pirandello

Turi Ferro in Liolà di Pirandello

redazione 7 gennaio 2021
Il 10 gennaio a Catania nasceva Turi Ferro, attore non solo di teatro ma che amava visceralmente lo spettacolo in prosa, il calcare le tavole del palcoscenico di una sala. L’attore moriva l’11 maggio 2001 a  Sant’Agata li Battiati, nel catanese. Il Teatro Stabile di Catania ricorda l’artista con un progetto intitolato “Turi Ferro, un artista siciliano. Celebrazioni nei 100 anni dalla nascita” dilatato nei primi cinque mesi del 2021 attraverso mostre, seminari, spettacoli, pubblicazioni, documentari realizzati con il Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania, con la Fondazione Domenico Sanfilippo editore, con l’Istituto di Storia dello Spettacolo siciliano e con la Fondazione Turi Ferro. Il tutto come logico organizzato in modo compatibile con le restrizioni anti-Covid. 

Apre il calendario la mostra al Teatro Verga  “Turi Ferro e il Teatro Stabile. Storia di un amore”. I curatori Sarah Zappulla Muscarà e Enzo Zappulla nel comunicato stampa dicono che l’appuntamento «ripercorrerà le tappe fondamentali della lunga fedeltà di Turi Ferro al Teatro Stabile di cui è stato fondatore, pilastro, protagonista-principe fino alla scomparsa». 

A febbraio 2021 nel Refettorio della Biblioteca Ursino Recupero viene presentato il libro “Turi Ferro. Catania per palcoscenico” con interviste, foto e pagine inedite dai diari curato dalla Fondazione Domenico Sanfilippo editore.

Da marzo a maggio la Fondazione Turi Ferro con la Regione Sicilia, il Comune di Catania e il Teatro Stabile catanese tiene una mostra “sulla vita e le esperienze teatrali e cinematografiche di Turi Ferro”, sul suo rapporto con la città, sulle collaborazioni con artisti quali Peter Brook, Giorgio Strehler e Roberto Rossellini e con il Piccolo Teatro di Milano, l’Eliseo di Roma, il Teatro di Genova.

In calendario sono anche il seminario “Il gigante e il capocomico: tutte le maschere di Turi Ferro”, con una tavola rotonda sulla gestione dei teatri, con l’Università di Catania, e la proiezione finale, a maggio, di “Turi Ferro. L’ultimo prospero”, documentario di Daniele Gongiaruk, con una documentazione video-fotografica rara.

Ad aprile lo Stabile ospita lo spettacolo “Servo di scena”, diretto da Guglielmo Ferro, con Geppy Gleijeses, Maurizio Micheli, Lucia Poli nella commedia di Ronald Harwood incentrata sulle vicende e ansie di una compagnia di giro teatrale che fa tappa in un teatro della provincia inglese del 1942. Il regista e figlio dell’attore sempre nella nota stampa dice: «Sono passati più di 25 anni da quando diressi per la prima volta questo spettacolo qui allo Stabile, che vide mio padre nel ruolo del Sir. Quella messa in scena ebbe grande successo, vinse tanti premi e girò per tutta l’Italia. Oggi ha un significato particolare riproporlo in una veste diversa: è uno spettacolo che parla di teatro, della gente che lo vive, in un momento in cui ne stiamo soffrendo la mancanza». In occasione dello spettacolo Guglielmo Ferro terrà una lezione aperta,  “Il dubbio per una perfezione impossibile”, partendo da un copione originale del padre per raccontare come Turi Ferro affrontava il testo e il lavoro teatrale.

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