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Il padre: Fatih Akin racconta il genocidio armeno

Nel centenario del genocidio degli armeni Fatih Akin ne racconta la storia

Il padre: Fatih Akin racconta il genocidio armeno

GdS

10 Aprile 2015 - 08.37


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Sette anni di ricerche e impegno per questo nuovo lavoro del regista de “La sposa turca” e “Ai confini del paradiso”.

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Inizio Novecento, mentre in Europa imperversa la Prima Guerra Mondiale, in Turchia ha luogo il genocidio armeno, uno dei più terribili genocidi della storia, che vide la deportazione e lo sterminio di più di un milione e duecento mila persone. È stata questa la seconda devastante fase di un processo iniziato già alla fine dell’800 dal sultano ottomano Abdul-Hamid II che per primo ordinò una campagna contro gli armeni.

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Fatih Akin sceglie di raccontare questa tragica vicenda attraverso gli occhi e l’esperienza di un padre, interpretato da Tahar Rahir, che viene deportato nei campi di lavoro e stermino e sopravvissuto vive una lunga odissea per cercare di ritrovare le sue due figlie gemelle dalle quali era stato brutalmente allontanato.

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Un grande compito quello assunto da Akin, quello di raccontare un dramma atroce che per molti anni è stato negato, tanto che ancora oggi la Turchia non riconosce ci sia stato uno sterminio armeno, mentre la Francia punisce con il carcere chi non lo riconosce. Tra i Paesi che hanno riconosciuto ufficialmente il genocidio ci sono Argentina, Belgio, Canada, Cile, Cipro, Italia, Grecia, Lituania, Libano, Paesi Bassi, Polonia, Russia, Slovacchia, Svezia, Svizzera, Uruguay, Vaticano, Venezuela e, naturalmente, l’Armenia.

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