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Roma saluta Gigi Proietti. L'aneddoto di Veltroni, le lacrime della Cortellesi

Il feretro portato in Campidoglio. Da Insinna a Brignano a Insinna, il commiato nel "suo" Globe Theatre, infine la messa. Tutto seguito in diretta da Rai1

Roma saluta Gigi Proietti. L'aneddoto di Veltroni, le lacrime della Cortellesi

GdS

5 Novembre 2020 - 11.53


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I romani per strada quando hanno visto il corteo funebre per Gigi Proietti hanno applaudito e scattato foto. Il feretro con rose rosse è stato portato in piazza del Campidoglio. Non c’era la sindaca Virginia Raggi perché positiva al Covid, al suo posto Marcello De Vito, presidente dell’assemblea capitolina, poi al Globe Thetre, infine nella Chiesa degli artisti per la messa. Rai1 ha seguito l’intero percorso e le cerimonie con una diretta.

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Tappa successiva il “suo” Globe Theatre a Villa Borghese che ha ideato e diretto per 17 anni e che verrà intitolato all’attore. Lo ha salutato un lungo applauso, colleghi, amici, maestranze, raccolti nei palchi: tra i tanti Flavio Insinna, Enrico Brignano, Massimo Wertmuller, Paola Tiziani Cruciani, Marisa Laurito, Walter Veltroni.

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La messa si è tenuta alle 13 nella Chiesa degli artisti di Piazza del Popolo in forma privata e a ingressi riservati causa – appunto – emergenza Covid. In piazza si sono trovati molti cittadini tanto più addolorati per non poter salutare l’attore. I tifosi della Roma hanno steso uno striscione: “Me vie da piagne…ma che sarà…Ciao Gigi, esempio di romanità”.

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Al Globe Veltroni ha raccontato un aneddoto che l’attore gli riferì e, ha detto, forse risale a una telefonata dell’artista con Nicola Piovani: “Mi raccontasti che in una strada di Trastevere, in uno di quei condomini ci sono due portoncini dirimpetto, una volta uno mise sulla porta un innocente cartello con su scritto semplicemente ‘vendo la mia  chitarra’. L’altro, eroe sconosciuto, ne affisse uno con su scritto “Era l’ora, li mortacci tua” “.
L’ex sindaco, visibilmente toccato ha aggiunto che l’Italia lo saluta nel suo teatro, “bello come sono tutti i teatri”, che l’ex sindaco di Roma spera possa riaprire presto come tutte le sale. L’Italia saluta l’artista dal “tuo teatro, che nacque da un tuo sogno e a volte i sogni si realizzano, un teatro shakesperiano nel cuore di Roma”, ha detto ancora l’ex sindaco. “Shakespeare che come te è morto nel giorno del suo compleanno”.

Paola Cortellesi non ha trattenuto le lacrime. “Un privilegio l’ho avuto, quello di passare del tempo insieme e godere dei suoi racconti e della sua genialità. Ridere a crepapelle, senza ritegno, con un Maestro. Con lui era possibile – ha detto al Globe – Negli anni, ogni suo consiglio e ogni segnale d’incoraggiamento è stato la spinta a fare del mio meglio, nella vita e in questo mestiere di pazzi”. Alla moglie Sagitta e alle figlie Susanna e Carlotta, l’attrice ha poi detto: “Nessuno potrà togliervi i ricordi di una vita vissuta con lui e le gioie ineguagliabili di un compagno e un papà. Per noi è stato un faro, ci ha mostrato l’arte, il sogno, la strada da percorrere. Oggi, a proteggervi e camminare dietro di voi c’è un esercito di noi altri, armato di riconoscenza e che non lo dimenticherà mai.”

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