Diciassette donne, una sola voce: La mia esistenza d’acquario di Lydia Giordano chiude (su Zoom) la stagione del Teatro Stabile di Catania | Giornale dello Spettacolo
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Diciassette donne, una sola voce: La mia esistenza d’acquario di Lydia Giordano chiude (su Zoom) la stagione del Teatro Stabile di Catania

La mia esistenza d’acquario, spettacolo ideato e diretto da Lydia Giordano ndrà in scena, in una formula sperimentale, completamente su Zoom

Diciassette donne, una sola voce: La mia esistenza d’acquario di Lydia Giordano chiude (su Zoom) la stagione del Teatro Stabile di Catania
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22 Settembre 2020 - 21.06


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di Giuseppe Cassarà 

La genesi de La mia esistenza d’acquario, spettacolo ideato e diretto da Lydia Giordano che chiude la stagione estiva del Teatro Stabile di Catania e che andrà in scena, in una formula sperimentale, completamente su Zoom, è una storia che fa pensare al destino: il libro da cui è tratta l’opera, un rarissimo testo di del drammaturgo siciliano Pier Maria Rosso di San Secondo, era custodito nel buio di un angolo della casa di Giordano. La casa dove la regista si è trovata rinchiusa, mentre fuori il virus faceva sue le strade.

“Mia madre” racconta, “era un’attrice, mio padre un neurologo. Quel libro, semplicemente, era lì, in casa. Trovarlo è stato come un faro nel buio”.

Come mai?

 Amo da sempre Rosso di San Sepolcro, un autore molto poco conosciuto che trovo brillante, visionario, moderno. Questo suo testo non lo conoscevo, ma quando l’ho trovato l’ho letto d’un fiato. Non appena l’ho finito, ho capito che dovevo fare qualcosa. Non cercavo nuove ispirazioni, è stato lui a trovare me. Era come se mi attendesse, in un momento buio, in ogni senso. In quel momento stavo provando uno spettacolo che ovviamente, a causa del virus, è stato annullato. Non sapevamo nulla, erano i primi giorni, e anche questo senso di clausura l’ho ritrovato all’interno del testo.

 Cos’altro ha ritrovato nell’opera?

Mia madre, come dicevo, era un’attrice, esattamente come quella della protagonista, Lauretta, una donna costretta a mettere i panni della madre per vendicarne la morte. Una madre sempre inseguita e sempre sognata ma mai veramente raggiunta e che ora, solo ora, diventa una guida per un percorso interiore della figlia. Lauretta si trova come in un acquario, la sua coscienza è immersa in un dormiveglia liquido, alienante. Una sensazione che in quei primi giorni di quarantena tutti noi conoscevamo bene.

Da qui la sua scelta, innovativa, di dividere questo monologo tra 17 diverse attrici?

Il libro è diviso in 17 brevi capitoli, della durata di circa 7 minuti l’uno. E ognuno di questi brevi monologhi, dai titoli evocativi, racconta un diverso lato di Lauretta, una differente tappa del suo viaggio. Mi è venuto naturale pensare di affidare le sue parole a 17 donne diverse, che vengono da percorsi artistici e persino geografici differenti. Sono 17 donne che saranno tutte una sola, che urla di silenzio bloccata come una mosca che sbatte contro il vetro, come un pesce in un acquario. Bloccata nella possibilità di essere sé stessa, dal dover inseguire questo fantasma materno senza poter esprimere la propria unicità. Questa frammentazione ho cercato di restituirla affidando il testo a 17 attrici diverse.

Anche il lavoro compiuto da regista è stato frammentato?

Le attrici non si sono incontrate, non hanno lavorato insieme: ho cercato di evitare che si vedessero perché conosco la capacità di ogni attrice di lasciarsi influenzare l’una dall’altra, dal lavoro dell’altra. Volevo mantenere il senso di mistero, di alienazione che c’è tra un capitolo e l’altro, e ho pensato che dovessero lavorare in maniera autonoma.

Nel momento di andare in scena, Lauretta avrà davvero 17 voci diverse, voci di donne che raccontano un’unica storia facendola loro, ponendo in esse le loro esperienze. Ogni attrice sarà le parole di Rosso in una maniera fedele e libera. Chissà se ce la si farà. Vorrei.

Le attrici protagoniste dell’ambiziosa opera di Lydia Giordano sono Sara Firrarello, Viola Graziosi, Roberta Lidia De Stefano, Caterina Luciani, Barbara Giordano, Deniz Ozdogan, Manuela Ventura, Sara Lazzaro, Silvia Valsesia, Egle Doria, Lisa Galantini, Isabella Macchi, Alice Spisa, Irene Timpanaro, Aurora Peres, Mila Vanzini, Roberta Caronia.

 

Lo spettacolo andrà in scena su Zoom il 23 settembre 2020: i biglietti, disponibili su TicketOne, consisteranno in un link e una password per accedere al ‘teatro’ virtuale.

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