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Addio Dario Fo, una vita per l'arte

Il premio Nobel è morto a 90 anni. Drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore, illustratore, pittore, scenografo, attivista italiano.

Addio Dario Fo, una vita per l'arte

GdS

13 Ottobre 2016 - 10.05


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È morto Dario Fo. Premio Nobel per la letteratura nel 1997. Aveva 90 anni.

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Era ricoverato da un paio di settimane all’ospedale Sacco di Milano. I familiari di Fo erano stati avvisati dai medici dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute nelle ultime ore.

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Un artista a tutto tondo. Difficile trovare una definizione che racchiuda tutto l’eclettismo di Dario Fo. Drammaturgo, attore, regista, scrittore, autore, illustratore, pittore, scenografo, attivista italiano e molto altro. Premio Nobel per la letteratura nel 1997, per oltre 50 anni con la moglie Franca Rame ha rivoluzionato il mondo artistico italiano.

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Le reazioni. “Con Dario Fo l’Italia perde uno dei grandi protagonisti del teatro, della cultura, della vita civile del nostro Paese. La sua satira, la ricerca, il lavoro sulla scena, la sua poliedrica attività artistica restano l’eredita’ di un grande italiano nel mondo. Ai suoi familiari il cordoglio mio personale e del governo italiano”. Così il premier Matteo Renzi.

E non potevano mancare le reazioni del M5s. Il primo è Carlo Sibilia, deputato, ex membro del direttorio: “Il 19 febbraio 2013 a Milano ci hai detto #FateloVoi quello che alla tua generazione non era riuscito. Lo faremo. #CiaoDario”. Lo scrive su twitter.

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La vita. Fo era nato a Sangiano, in provincia di Varese. Nel 1954 sposò Franca Rame, con cui ebbe un figlio nel 1955. Insieme per quasi sessant’anni, lavorando e condividendo l’impegno civile e quello lavorativo, nel 1958 fondarono la “Compagnia Dario Fo-Franca Rame”: lui era il regista e il drammaturgo del gruppo, lei la prima attrice e l’amministratrice. Nel 1968 decisero di fondare la cooperativa “Nuova Scena” dal quale si separarono per divergenze politico-ideologiche. Questo porto’ alla nascita di un altro gruppo di lavoro: “La Comune”, celebre per gli spettacoli di satira e critica politica che mise in scena, come “Morte accidentale di un anarchico”.
Nel 1969 il drammaturgo porto’ per la prima volta in scena il “Mistero buffo”, che divenne la sua opera piu’ famosa: Fo era l’unico attore sul palco e recitava testi antichi in un linguaggio teatrale mescolando lingue e dialetti. Con la moglie Franca Rame fu tra gli esponenti del Soccorso Rosso Militante.
Vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 1997 (gia’ candidato nel 1975). I suoi lavori teatrali fanno uso degli stilemi comici propri della Commedia dell’arte italiana e sono rappresentati con successo in tutto il mondo. In quanto attore, regista, scrittore, scenografo, costumista e impresario della sua stessa compagnia, Fo e’ stato un uomo di teatro a tutto tondo.

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