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Follie di Expo 2015: lettera di un'artista italiana al Cirque du Soleil

Expo 2015 pagherà 8 milioni di soldi nostri a una sola compagnia canadese, il Cirque Du Soleil. Lettera aperta dell'attrice e poetessa Ilaria Drago.

Follie di Expo 2015: lettera di un'artista italiana al Cirque du Soleil
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18 Gennaio 2015 - 21.32


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Spettabile Direzione Artistica

Spettabili artisti

Spettabili lavoratori tutti,

amo la grandezza del Cirque du Soleil, le storie che racconta, i virtuosismi, i colori, la magia, le qualità professionali e non ultimo il fatto che non utilizzi animali in scena. Vi ho amato fin dalla prima volta che ho visto il vostro lavoro.

Vi voglio però mettere al corrente di qualcosa che accade qui, nel nostro Paese, che forse non sapete, che mi auguro non sappiate!

Siamo in tanti. Artisti. Teatranti, danzatori, poeti, performer, autori. Tanti davvero. E bravi! Siamo tanti professionisti che ogni giorno si trovano a lottare per non soccombere alla politica feroce che ci fa morti ogni volta che ci nega una sovvenzione, che non ci risponde al telefono quando presentiamo i progetti, che ci umilia tenendoci mesi se non anni a chiedere i cachet pattuiti per un lavoro realizzato. Siamo in tanti, bravi davvero, a non avere accesso agli spazi, ai teatri, ai progetti grandi. Figuriamoci a quelli internazionali! A dovere passare tantissimo del nostro tempo a tentare di fare quattro o cinque lavori insieme di cui non abbiamo competenza, invece del nostro, quello per cui siamo nati, abbiamo dato la vita, per il quale ogni giorno ancora ci svegliamo nella speranza di poterlo portare al mondo. Di poterlo vivere con dignità.

Siamo tanti, davvero, e bravi!

Ho trovato sconvolgente, un ennesimo atto di ignoranza e irresponsabilità da parte del nostro Paese, sapere che verrete a in Italia a Milano a Expo 2015 prendendo tanti e tanti di quei soldi che noi forse non riusciamo neppure a immaginare, tanti di quei soldi che forse non vedremo mai nella nostra vita!

L’ho trovato sconvolgente e anche violento direi. Mi sono vergognata. Di noi. Del mio Paese!

Non ho dubbi che il vostro magnifico talento e lavoro valga tanti soldi, vi vedrei per ore e giorni ed è indubbio che tre mesi di Cirque abbiano la loro necessità economica; ma è il gesto in sé, l’atto spietato del nostro Paese nei nostri confronti, noi suoi cittadini e figli, a sconcertarmi.

È vero che a pagare sarà Expo Spa, ma “i suoi azionisti sono Ministero dell’Economia, socio di maggioranza, cui si sommano Comune e Provincia di Milano, Regione Lombardia e Camera di Commercio di Milano. Insomma, a pagare sono in larga parte i contribuenti.”

I contribuenti sanno che il loro Paese ha una ricchezza artistica grande, tanto spesso a loro celata dal sopruso dei giochi mafiosi di un sistema avvelenato?

Non so se loro lo sanno, ma noi sì sappiamo quel che paghiamo in termini economici e morali. In termini di fatica e invisibilità!

Quello che mi turba ancora di più è immaginare che nessuno di quelli che ha scelto Cirque sappia dei talenti e delle ricchezze artistiche del proprio Paese e perciò abbia scelto con superficialità, senza porsi neppure il dubbio.

 

Non dico di non ospitarvi, siete dei graditissimi ospiti, ma dico che dovremmo per lo meno condividere questa ricchezza economica – che evidentemente c’è quando si vuole!

Dico che il Paese che ospita Expo dovrebbe avere il coraggio di mostrare quel che ha e se anche avesse poco dovrebbe avere il coraggio di mostrare quel poco che ha! Invece di fingere tra fumo, lucine, fuochi artificiali e giochi di magia, di essere tanto ricco!

Se io sono davvero povero, non mi umilia mostrare i miei abiti dismessi al mondo, perché so che il mio valore è ben altro!

 

E quindi siamo in tanti qui, in tanti artisti italiani bravi davvero, a chiedervi di mostrare quanto il valore della vostra Arte, della vostra etica e della vostra umanità sia grande!

Siamo qui a chiedervi di mostrare quanto un evento artistico, seppur meraviglioso e di indubbio valore, non sia fondato sulla morte di centinaia di artisti italiani, anziché sul rispetto “AllaVita”!

Mi rivolgo direttamente a voi per chiedervi di non accettare l’invito ad EXPO 2015!

Aspettiamo (io e credo tanti altri) fiduciosi una vostra risposta, sapendo anche che dicendoci di no, direte di sì alla corruzione, all’abuso, all’ignoranza, ai giochi mafiosi, alla povertà morale del nostro Paese. Sapendo che dicendoci no, direte sì alla nostra disoccupazione, perdita, svalutazione.

E non sarà accettabile.

Mi auguro di vedervi, in un’altra modalità o in un contesto diverso. Mi auguro di incontrarvi nella condivisione e non nella violenza dell’ “accettazione indebita”!

Buon lavoro!


Ilaria Drago

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