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Rodolfo Valentino torna a teatro: al Sancarluccio di Napoli tra mito, segreti e contraddizioni

A oltre cent'anni dalla sua scomparsa, il mito della bellezza continua a essere una delle figure più affascinanti della storia del cinema.

Rodolfo Valentino torna a teatro: al Sancarluccio di Napoli tra mito, segreti e contraddizioni
Giuseppe Brandi, che interpreta Norman Kelly. (foto Leonardo Marciano)
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2 Novembre 2026 - 14.53 Culture


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A oltre un secolo dalla sua scomparsa, il fascino di Rodolfo Valentino torna sul palcoscenico con Valentino, il punto più alto. Vita e segreti di un idolo, lo spettacolo in scena dal 6 all’8 novembre al Teatro Sancarluccio di Napoli. Una rilettura della figura della star del cinema muto che, attraverso il teatro, ne esplora il carisma, le ambizioni e gli aspetti più enigmatici della vita privata.

La pièce, con testi di Roberto Russo, è prodotta e organizzata da Mudra Arti dello Spettacolo di Olimpia Panariello e diretta da Stefano Ariota. Protagonisti Francesco Petrillo, nei panni di Rodolfo Valentino, e Giuseppe Brandi, che interpreta Norman Kelly, figura che accompagnò l’attore nella sua ascesa nel mondo del cinema.

La narrazione prende forma a bordo della piscina di una delle grandi ville dell’epoca. Qui i due personaggi si confrontano attraverso una partita a dadi che, progressivamente, si trasforma in una sfida sempre più intensa e aggressiva. Un gioco teatrale in cui ironia, cinismo e grottesco si intrecciano, facendo emergere le tensioni e il legame profondo tra i protagonisti.

Lo spettacolo si addentra nelle zone d’ombra della vita di Valentino, scomparso prematuramente, e si interroga anche su quale sarebbe potuta essere la sua carriera se avesse avuto modo di confrontarsi con l’avvento del cinema sonoro. «Mi ha affascinato immaginare quale sarebbe stata la parabola artistica con il sonoro, ma anche restituire il suo carisma, la passione per la danza e le sfumature più intime del carattere», racconta il regista Stefano Ariota.

L’allestimento sceglie un linguaggio essenziale, minimalista ma ricco di suggestioni. I costumi, curati da Maddalena Marciano, richiamano i colori intensi e l’estetica Art Déco, con accappatoi dipinti a mano e ispirati alle creazioni di Sonia Delaunay. La direzione della fotografia e il makeup sono affidati a Kriss Barone, che punta a ricreare l’atmosfera di un film dedicato all’attore, attraverso immagini capaci di evocare l’epoca e il suo immaginario.

A completare la messa in scena è il tango coreografato da Alberto Sant’Elia, che traduce in movimento le tensioni emotive e il rapporto tra i due personaggi.

«Rendere omaggio a un personaggio come Rudy significa riconoscere ciò che ha rappresentato, le emozioni che ha suscitato e il segno che ha lasciato nella nostra vita», sottolinea Olimpia Panariello. Un’occasione per riscoprire, attraverso il linguaggio teatrale, il mito di una delle figure più iconiche della storia del cinema.

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