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Assisi, 27 ottobre 1986: i rappresentanti di tutte le religioni pregano insieme per la pace

Erano stati riuniti da Papa Giovanni Paolo II. Un articolo del prof. Marco Ventura sullo storico evento è stato pubblicato ne "La Lettura" di domenica 11 ottobre. Ripubblichiamo la sintesi offerta ai lettori dal Corriere della Sera.

Assisi, 27 ottobre 1986: i rappresentanti di tutte le religioni pregano insieme per la pace
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27 Ottobre 2026 - 12.20 Culture


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Il 27 ottobre del 1986 Papa Giovanni Paolo II riunì ad Assisi i rappresentanti delle religioni mondiali. Non era mai accaduto nella storia che si radunassero esponenti tanto autorevoli in rappresentanza di così tante fedi. In un lungo articolo pubblicato su La Lettura, il supplemento domenicale del Corriere della Sera, Marco Ventura, docente di Diritto ecclesiastico e di Religione e Comunicazione presso l’Università di Siena, ha ricostruito la rilevanza storica di quel gesto e i semi gettati nello storico incontro. Riprendiamo qui la sintesi proposta ai lettori dalla newsletter de La lettura.

“C’erano il Dalai Lama e il patriarca dei buddhisti giapponesi, l’arcivescovo di Canterbury e vescovi luterani e ortodossi, il rabbino capo di Roma e il rappresentante della Grande Moschea di Roma, hindu e baha’i, nativi americani e sciamani africani. Tutti pregarono per la pace: la mattina ogni delegazione per proprio conto, nel pomeriggio un’autorità dopo l’altra nella piazza della basilica inferiore di San Francesco. Sono passati quarant’anni da allora. La globalizzazione ha avvicinato le religioni. La diversità religiosa è più tangibile e più visibile. Sono aumentati i contatti e con essi gli scontri e gli incontri, l’inevitabile ibridazione e l’altrettanto inevitabile irrigidimento.

Il futuro è minaccioso e la domanda si è fatta ancora più pressante. Saranno capaci le fedi di far prevalere l’incontro sullo scontro? Quanto e come dovranno trasformarsi perché ciò sia possibile? L’evento storico di quarant’anni fa ha dettato la linea. Per poter convergere è necessario garantire le identità e le differenze. «Il fatto che noi siamo venuti qui», disse il Pontefice quel 27 ottobre 1986, accogliendo gli ospiti a Santa Maria degli Angeli, «non implica alcuna intenzione di ricercare un consenso religioso tra noi o di negoziare le nostre convinzioni di fede». Non significa neppure «che le religioni possono riconciliarsi sul piano di un comune impegno in un progetto terreno che le sorpasserebbe tutte», né tantomeno che l’incontro sia «una concessione a un relativismo nelle credenze religiose».

La preghiera per la pace del 1986 ha lasciato un seguito di iniziative e di eventi che si rinnoverà il 27 ottobre prossimo con la visita ad Assisi di Leone XIV (viste le condizioni di salute del Pontefice la visita è stata annullata, n.d.r). Incomberà ancora la domanda: se il no al sincretismo, alla confusione delle fedi, alla loro relatività, salvaguardi la necessaria varietà del mondo, oppure se esorcizzi il percorso in atto – tanto più negato quanto più reale – verso fedi altre per un’altra umanità; se, insomma, la conversione delle autorità religiose al dialogo ne nobiliti le tradizioni, in ciò che tra loro hanno di comune e di diverso, oppure le muti in quella religione nuova di cui l’uomo ha sempre avuto bisogno quando s’è adattato ad una nuova era”.

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