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Montalcino: Carlin Petrini, la disputa sul mangiare e la nascita di Arci Gola

La disputa dopo la prima visita. Il vivace confronto nella Casa del Popolo. Il manifesto di Parigi. Un rapporto con gli ilcinesi che si è protratto nel tempo.

Montalcino: Carlin Petrini, la disputa sul mangiare e la nascita di Arci Gola
La disputa dopo la prima visita. Il vivace confronto nella Casa del Popolo. Il manifesto di Parigi. Un rapporto con gli ilcinesi che si è protratto nel tempo. (Foto di claragigipadovani.com - https://www.montalcinonews.com/2026/05/petrini-fondatore-slow-food-ci-lascia-a-76-anni-chi-semina-utopia-raccoglie-realta-amava-dire/)
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25 Maggio 2026 - 16.06 Culture


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di Maurizio Boldrini 

Se n’è andato troppo presto ma generando gioia e non tristezza: lo aveva richiesto lui stesso, come a chiudere il cerchio di una magnifica vita vissuta. Carlin Petrini amava le colline di Montalcino, i filari ordinati e le botti di buon vino. Soprattutto amava le persone del paese toscano tant’è che proprio lì che aveva deciso di far decollare, nel 1986, l’esperienza dell’Arci Gola, genitrice di Slow Food. Gli incontri con la terra del Brunello non sono mai stati casuali; sono stati insistiti e voluti.  Lui stesso ha ricordato su Montalcino news  il suo primo contatto: “il primo ricordo va a quel lontano 1982 quando, come Arci Langhe, organizzammo una gita per conoscere meglio il Brunello. L’accoglienza fu straordinaria e la Casa del Popolo bellissima, meno il vitto. Ne scaturì una lettera di protesta e l’apertura di un dialogo che l’anno dopo diede vita ad un convegno, “Le Case del Popolo nella loro tradizione di festa e di gastronomia”. Ci fu una dialettica bellissima e la newsletter del Pci scrisse che era emerso forte un lato importante “a volte troppo trascurato della vita di tutti i giorni: il mangiare”.

A Montalcino inizia, dunque, la riflessione sull’importanza del mangiare e della universalità del cibo. Nel 1987 viene pubblicato sul Manifesto e su Il Gambero Rosso un testo di un manifesto che sarà firmato a Parigi due anni dopo. Nel mezzo l’incontro di Montalcino. Quel testo s’ intitolava proprio “Slow-Food”  e conteneva parole che allora apparvero profetiche: “la velocità è diventata la nostra catena, tutti siamo in preda allo stesso virus: la Fast-Life, che sconvolge le nostre abitudini, ci assale fin nelle nostre case, ci rinchiude a nutrirci nei Fast-Food. Con lo Slow Food, contro l’appiattimento del Fast-Food, riscopriamo la ricchezza e gli aromi delle cucine locali. Se la Fast-Life in nome della produttività, ha modificato la nostra vita e minaccia l’ambiente ed il paesaggio, lo Slow Food è oggi la risposta d’avanguardia”.

Torniamo al suo primo viaggio: al buon bere e al cattivo mangiare nella Casa del Popolo. Per questo aveva inviato una lettera di protesta. Gli ilcinesi risposero invitandolo ad un convegno. La serata, come poi ha ricordato lui stesso fu movimentata: “C’è da fare battaglia? Chiesi quando arrivai in una Casa del Popolo affollatissima di persone cui distribuivano la mia lettera. No, da riflettere – mi risposero – e mi misero su un trespolo ed iniziò una specie di processo, con tanto di portavoce delle donne che avevano cucinato nelle cucine dell’Arci. Intervenni leggendo un pezzo di un’analisi organolettica perfetta: sapete chi l’ha scritta? Una vostra grande concittadina, Santa Caterina da Siena nel descrivere l’amplesso della comunione e la carne di Cristo nei minimi particolari”.  Il fronte dei militanti s’era inevitabilmente diviso di fronte al bel dire dell’oratore venuto da fuori . Il clima si rasserenò quando “un compagno” ammise: “ che il mio metodo era giusto- ricorda ancora-  ma non le parole che avevo usato. E da lì, con il Brunello nei calici, è nato uno dei primi Circoli Arci Gola”.

Per il battesimo dell’Arci Gola ci fu anche una cerimonia formale nella grande sala congressi, con tanto di bandiere rosse alla parete. Al lungo tavolo della presidenza sedevano i massimi dirigenti venuti da Roma e da Firenze che facevano ala a Carlin Petrini e al sindaco di Montalcino Mario Bindi. Ancor più memorabile la serata. Si mangiò bene, finalmente. Si bevve bene. Lo ammise lo stesso Carlin Petrini.  

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