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Pompei, le vite sotto il gesso

Tra memoria, dolore e teatro, "POMPEI. PERSONE DI GESSO" trasforma i celebri calchi pompeiani in una riflessione intensa sul nostro modo di guardare il passato e la sofferenza umana.

Pompei, le vite sotto il gesso
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21 Maggio 2026 - 21.33 Culture


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Sabato 23 maggio 2026, nella cornice silenziosa e sospesa degli Scavi di Parco Archeologico di Pompei, il Giardino della Palestra Grande ospiterà “POMPEI. PERSONE DI GESSO – lezione recitata”, spettacolo scritto da Valentina Cabiale e interpretato da Chiara Galliano, nell’ambito della Notte dei Musei 2026.

Lo spettacolo supera i confini della semplice divulgazione archeologica per trasformarsi in una riflessione più ampia sul dolore, sulla memoria collettiva e sul nostro modo di osservare la sofferenza altrui. La drammaturgia di Cabiale intreccia linguaggi e tempi diversi, da Plinio il Vecchio a Freddie Mercury, passando per riferimenti storici, antropologici e filosofici che rendono lo spettacolo una vera esperienza emotiva oltre che culturale.

La scena diventa così uno spazio in cui il passato continua a interrogare il presente, ponendo domande che restano sorprendentemente contemporanee: perché siamo attratti dalle tragedie? Dove finisce la memoria e dove inizia lo spettacolo del dolore? Cosa significa davvero osservare le tracce lasciate da chi non c’è più?

La forza dello spettacolo risiede proprio nella capacità di rendere vivi quei corpi immobili, restituendo umanità a ciò che spesso viene osservato soltanto come reperto archeologico. I calchi di Pompei smettono di essere semplici oggetti museali e tornano a essere persone: uomini, donne e bambini travolti da un evento improvviso e diventati, loro malgrado, simboli eterni della fragilità umana.

E forse non esiste posto migliore di Pompei per riflettere su tutto questo. Pompei è uno di quei luoghi che sembrano sospesi nel tempo, come se chiunque vi si addentri resti intrappolato in una sorta di loop temporale, a metà tra la vita di oggi e quella di allora. Ogni strada, ogni muro, ogni pietra restituisce la sensazione di un momento improvvisamente interrotto, di esistenze spezzate senza preavviso.

In un tempo in cui tutto viene consumato rapidamente, immagini, notizie, tragedie,  “POMPEI. PERSONE DI GESSO” invita invece a fermarsi. A guardare davvero. Non le rovine, ma le vite che queste continuano ancora oggi a custodire.

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