L’aveva annunciato sui suoi canali social e l’ha fatto. Dopo aver navigato per 400 miglia Laika, artista e attivista romano che mantiene l’anonimato sulla sua identità, è arrivato a Sanremo per sensibilizzare sul genocidio palestinese in corso. L’imbarcazione, partita da Barcellona, aveva i volti di una donna e di alcuni bambini gazawi dipinti sulle vele, un’installazione dal titolo ‘AGAIN’. L’intenzione è quella di approdare “dove gli occhi di tutti gli italiani sono rivolti” per rompere il dirompente silenzio mediatico della Rai sulla Palestina, oltre a sensibilizzare sulla prossima spedizione della Global Sumud Flotilla in programma il 12 aprile.
‘Come le farfalle’ è il nome del murale disegnato nel centro della città che ritrae una bambina con in mano una bambola e due ali che le spuntano dalla schiena. Un’immagine potente che simboleggia i 72mila morti dall’inizio del genocidio di cui, secondo fonti indipendenti, il 30% minori. Una cifra in continuo aumento nonostante gli accordi di pace siglati. Laika ha anche citato e ringraziato Ermal Meta, che con la sua canzone ‘Stella Stellina’ si è esposto pubblicamente e ha portato al Festival una tematica finora citata solo in modo blando ed edulcorato.
“Non amo le situazioni affollate, ma in un momento di totale silenzio scelgo il posto dove in Italia c’è più rumore per ricordare a tutti che a Gaza si muore ancora” sono le parole dell’artista, che prosegue “Ho deciso di farlo prendendo in prestito le parole del testo del brano ‘Stella Stellina’ di Ermal Meta, a cui dico grazie per essersi schierato con coraggio. Tutti gli artisti hanno una grande responsabilità in momenti del genere, soprattutto quando il livello di censura è così alto. Non si tratta di essere politicizzati, questa è una questione di umanità. Non possiamo restare a guardare la cancellazione di un popolo. Anche la street art, con i suoi mezzi può e deve fare la sua parte: non è solo per Gaza, è appunto per l’umanità tutta”
“Bisogna fermare questo massacro: così forse in Palestina ‘dalla collina verrà una primavera’ e non ci saranno più bambini che come farfalle hanno vissuto solo un giorno” conclude infine.
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