Sanremo: voci conosciute, ancora rapper e l'unico gruppo punk-rock tutto al femminile | Giornale dello Spettacolo
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Sanremo: voci conosciute, ancora rapper e l'unico gruppo punk-rock tutto al femminile

Quarto gruppo: Samurai Jay, Malika Ayane, Raf, Bambole di Pezza e Nayt.

Sanremo: voci conosciute, ancora rapper e l'unico gruppo punk-rock tutto al femminile
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Marcello Cecconi Modifica articolo

21 Febbraio 2026 - 19.35 Culture


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Di seguito ancora cinque dei trenta cantanti che da martedì prossimo 24 febbraio saliranno sul palco dell’Ariston.

Si apre con Samurai Jay, pseudonimo di Gennaro Amatore rappresenta la perfetta evoluzione della scena urban napoletana verso il mainstream nazionale. L’artista napoletano, avvicinatosi al rap grazie ad artisti come i Co’Sang,  con il suo sound innovativo è riuscito a ritagliarsi uno spazio nel mondo urban facendosi notare nel primo EP Promesse, uscito nel 2018. Il singolo Gang è stato il primo dell’artista a entrare nella classifica dei singoli stilata dalla FIMI e certificato disco d’oro. Dopo anni di mixtape e collaborazioni con un’infinità di artisti che ne hanno consolidato la credibilità arriva a Sanremo con la speranza di non snaturarsi sul palco più popolare d’Italia. La canzone del debutto è Ossessione, un brano urban con tracce reggaeton che “parla dell’ambizione, dell’ossessione sana e positiva di voler crescere e andare avanti a tutti i costi”.

Poi c’è la voce raffinata, il timbro inconfondibile e un’eleganza che attraversa generi e stagioni musicali, di Malika Ayane. Tra le interpreti più autorevoli della sua generazione, il grande pubblico l’ha consacrata con Come foglie, cantata nelle Nuove Proposte del festival 2009, un brano che ha trasmesso completamente la sua sensibilità interpretativa. Con cinque partecipazioni al Festival e diversi riconoscimenti della critica, ha costruito un percorso tra pop d’autore, influenze internazionali e ricerca stilistica. Dopo l’ultima partecipazione a teatro vuoto, al tempo del Covid, torna all’Ariston con una nuova consapevolezza costruita anche attraverso nuove esperienze come quella da protagonista nella stagione 2025/2026 dello spettacolo “Brokeback Mountain – A play with Music”, con Edoardo Purgatori e Filippo Contri. La canzone per Sanremo 2026 è Animali Notturni, gran ritmo e percussioni tribali per un motivo da ascoltare con leggerezza

Protagonista del pop italiano dagli anni Ottanta, Raffaele Riefoli, in arte Raf è un artista capace di attraversare decenni salendo e scendendo la scala della popolarità ma senza mai perdere identità sulla scena musicale. Fattosi conoscere durante il periodo londinese con Self Control, successo che lo ha imposto oltre i confini nazionali, ha poi consolidato il suo piano musicale tra romanticismo e tensione melodica con brani come Gente di mare (con Umberto Tozzi) nel 1987 finendo in crescendo la decade con Cosa resterà degli anni ’80 a Sanremo 1989 e Ti pretendo che vinceva il Festivalbar di quella stessa estate. Tante le sue partecipazioni a Sanremo tra il 1988 e il 2015 ci spiegano il solido legame con quel palco, vissuto come spazio di confronto e rinnovamento. Torna dunque dopo undici anni con Ora e per sempre dedicata alla moglie Gabriella. Una ballad scritta con il figlio Simone che promette amore eterno vivacizzata da spruzzi di elettronica vintage.   

Raf – Cosa resterà degli anni ’80

Le Bambole di Pezza sono Martina “Cleo” Ungarelli (voce), “Morgana Blue” (chitarra solista), Daniela “Dani” Piccirillo (chitarra ritmica), Federica “Xina” Rossi (batteria) e Caterina Alessandra “Kaj” Dolci (basso) e sono la prima band femminile a Sanremo dopo tanto tempo. Attitudine e presenza irriverente, energia pop-punk e testi che alternano ironia e rabbia. Le Bambole di Pezza rappresentano una delle proposte più alternative del cast anche perché sono cresciute nell’ancora viva scena live dell’underground e da sempre impegnate su tematiche gender equality, sessismo e pari opportunità. Con Favole (mi hai rotto il ca..o) del 2023 hanno conquistato una platea più vasta e trasversale, trasformando lo sfogo generazionale in un inno liberatorio. Chitarre graffianti e melodie facili, le ragazze arrivano a Sanremo con molte aspettative. Riusciranno con la pop-punk rock Resta con me, scritta a dieci mani (una è quella di Nesli) a bissare l’esperienza dei Måneskin?

Ancora un rapper. Uno tra i rapper più stimati dalla critica, Nayt, pseudonimo di William Mezzanotte, ha iniziato sulla scena romana quindici anni fa e ha costruito una carriera in costante evoluzione, pescando nell’introspezione e perseguendo una propria cifra concettuale. Con Gli occhi della tigre (2018) spesso ricordata dai fan come Genius, rappresentativa della sua quota artistica e della sua fame di rivalsa, ha raggiunto un pubblico più ampio. I suoi album, comunque, hanno segnato sempre tappe di crescita, dimostrando la sua attenzione e cura produttiva e narrativa. Anche per lui l’approdo a Sanremo rappresenta una sfida perché dovrà dimostrare di sapersi adeguare a un pubblico trasversale senza sacrificare la complessità del suo rap. La canzone per l’Ariston è Prima che, una rappata cruda e incalzante su una base musicale che dalla sua essenzialità si allarga dando spazio all’orchestra.

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