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Scotto (Articolo Uno) sulle Agorà: "Ci interessa influire non confluire"

Con la segreteria Letta e l'abbandono di Renzi le ragioni che portarono Bersani e altri fuori dal Pd sembrano venute meno: "Dalle agorà un nuovo soggetto politico"

Scotto (Articolo Uno) sulle Agorà: "Ci interessa influire non confluire"

globalist

23 Settembre 2021 - 18.16


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I partiti “satelliti” della sinistra che ruotano attorno al Pd rispondo all’appello di Letta di confluire nelle agorà per discutere sui temi che li accomunano, ma la risposta è da un lato scettica e dall’altro fiduciosa. 
“Ci interessa influire, non confluire”. Si conclude così un lungo post di Arturo Scotto, coordinatore di Articolo Uno, dedicato al rapporto con il Pd e la partecipazione alle Agorà promosse dal segretario dem, Enrico Letta.
“Quando a maggio Enrico Letta propose di fare delle Agorà lo strumento per rifondare il campo progressista dicemmo subito che ci interessava quello spazio”.
“Quello che manca alla sinistra italiana da tanto tempo è la battaglia delle idee, è una sana competizione sui contenuti, è la riscrittura di un patto con i ceti perdenti della globalizzazione. Si deve ripartire da qui se vogliamo parlare di Agorà e di come starci. Le questioni organizzative sono la conseguenza del tipo di profilo politico che decideremo di assumere”, argomenta Scotto.
“Siamo nati per generare il seme di una sinistra plurale e larga, non semplicemente per attaccarci al carro di una variante sbiadita della destra, magari più educata e attenta ai diritti civili”. Per Scotto con il Pd c’è stato “uno spostamento oggettivo al centro” e con “la leadership di Matteo Renzi” si è prodotta “l’accelerazione di un vero e proprio cambio di ragione sociale, sradicando qualsiasi forma di appartenenza al mondo del lavoro pur trasformato”.
“Bisogna ripartire da questa analisi se vogliamo lavorare perché lo sbocco delle Agorà divenga quello di un nuovo soggetto politico utile al paese” perchè, sottolinea Scotto, “la nuova alleanza progressista ha una forza e una possibilità di vincere se c’è una sinistra che non ha paura delle proprie bandiere”.
“O la sinistra italiana si propone di ripoliticizzare il proprio campo e restituirgli una missione collettiva oppure sarà la destra a rimettere la politica – la sua politica – nel dibattito pubblico. E a prevalere. Useremo le Agorà per fare e dire queste cose con il coraggio che ha contraddistinto la nostra impresa collettiva in questi anni difficili”.
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