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Da Fresu ai medici rock, 4mila musicisti per la “Festa della musica” 2020

Domenica 21 si celebra, in formato diverso dal solito, l’appuntamento: dalle periferie alle domus romane. Il link ai concerti connessi al Mibact in 300 città e cittadine

Da Fresu ai medici rock, 4mila musicisti per la “Festa della musica” 2020

GdS

18 Giugno 2020 - 22.58


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Dal rock dei medici di Bergamo agli operatori sanitari in concerto alla tromba jazz di Paolo Fresu. Il 21 giugno è la “Festa della musica”: abitualmente si celebra con una miriade di concerti in tutta Europa, nei luoghi canonici e in spazi inusuali, seguiti da una moltitudine di spettatori. Stavolta la festa è confermata, ma con le indispensabili misure di sicurezza anti-Covid non sarà come gli altri anni. E sarà rispettato un minuto di silenzio durante i concerti per testimoniale la situazione drammatica di tantissimi lavoratori dello spettacolo, musicisti e non, costretti a non lavorare dal virus.

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Il Ministero per i beni e attività culturali e il turismo ha fatto da collettore di una quantità industriale di concerti insieme alla Siae e a Aipfm. Il sito della festa della musica (clicca qui per la selezione della Festa della musica del Mibact) segnala che sono coinvolte 296 città, 3972 gli artisti iscritti mentre il concerto ufficiale è in diretta streaming domenica 21 alle 20 dalla Valle dei Templi di Agrigento “Altissima luce – Laudario da Cortona” con Daniele Bonaventura, Marco Bardoscia, Michele Rabbia e l’Orchestra da camera di Perugia, poi con l’ensemble del dipartimento jazz del Conservatorio Toscanini “Akragas 2600”.

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Tra i tanti appuntamenti, il Mibact segnala il fronte medico che suona: i Doctor Life di Bologna (sei medici e un paziente), i medici del Giovanni XXIII di Bergamo, quelli di Bari, di Roma, e il al concerto di Cotronei dedicato proprio a medici ed infermieri.

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Molti concerti si svolgono nelle periferie o in aree difficili nel progetto “Musica insieme” originato da un’idea di Claudio Abbado che aveva ripreso il “Sistema” del patron venezuelano José Antonio Abreu che ha fatto studiare musica a centinaia di migliaia di giovani e giovanissimi venezuelani in condizioni disagiate, spesso indirizzandoli alla professione di musicista sfornando talvolta autentici talenti. Oppure all’Istituto Comprensivo Melissa Bassi del quartiere di Torbellamonaca a Roma canta e suona Francesco Gabbani. La “Festa della musica” 2020 è dedicata a Ezio Bosso che fu testimonial dell’edizione del 2018.

Tre le innumerevoli iniziative, il Parco archeologico di Ercolano e la città campana organizzano domenica mattina dalle 10 un concerto in streaming da remoto e tra le domus romane del Parco Archeologico di Ercolano, il Museo archeologico virtuale (se leggete Mav questo significa ma pochi lo sapranno fuori dal territorio) e la Reggia borbonica di Portici: dai Queen a Bach, suonano “1.400 ragazzi degli 11 licei musicali e coreutici della Città Metropolitana”.
Scrive l’ufficio stampa: “Il concerto – che durerà circa un’ora e mezza – sarà trasmesso su Metronapoli.it, l’e-magazine istituzionale della Città Metropolitana, sul canale Youtube Metronapolitv (https://www.youtube.com/user/MetroNapoliTV) e sui profili Facebook (https://www.facebook.com/citta.metropolitana.napoli/), Instagram e Twitter dell’Ente”.

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