Dai Modena City Ramblers a Gaber, “Bella ciao” per il 25 aprile

Sei versioni del canto-simbolo della Resistenza, compresi Tom Waits con Marc Ribot e i cori tradizionali

Bella ciao

Bella ciao

GdS 25 aprile 2019
I Modena City Ramblers introdotti da Neri Marcoré al Concertone del Primo Maggio del 2011, Goran Bregovic live a Parigi, la versione di Tom Waits e Marc Ribot, i cori partigiani di Bajolese e Donato Biellese, infine Giorgio Gaber. Cinque versioni di “Bella ciao”, la canzone delle mondine che poi si trasformò nel canto-simbolo della lotta partigiana. E Neri Marcoré ricordava, quel primo maggio 2011, che qualcuno voleva affiancare “Giovinezza” a “Bella ciao”. Ma che ciò è impossibile.
Cinque versioni per questo 25 aprile su cui i “negazionisti” della festa di liberazione dal fascismo e dal nazismo vorrebbero stendere un velo di oblio. Dicendo che è una festa “divisiva”, ma è una festa che nasce dalla separazione tra il fascismo e l’antifascismo su cui è nata la democrazia che la dittatura negava.
A “Prima pagina” di Radio3 Rai un ascoltatore l’altro giorno ha detto che prova “odio” verso la festa del 25 aprile (e anche quella del 2 giugno della Repubblica) perché a suo dire “divide”. Ha usato il termine “odio”: è quanto mai significativo. Odia una buona fetta di italiani.
I Modena City Ramblers introdotti da Neri Marcoré sulla differenza, inconciliabile, tra "Giovinezza" e "Bella ciao"



Goran Bregovic




Tom Waits e Marc Ribot



I cori partigiani di Bajolese e Donato Biellese



Giorgio Gaber






La versione tradizionale