Con le Orme torna il Progressive. Insieme a Francesca Michielin

Con l’album “Sulle ali di un sogno” torna in pista uno dei gruppi simbolo del Pop Progressive italiano. Ne parliamo con Michi Dei Rossi delle Orme

Michi Dei Rossi delle Orme. Foto di Diego Piotto

Michi Dei Rossi delle Orme. Foto di Diego Piotto

GdS 16 marzo 2019
Giordano Casiraghi

Non è nella logica cercare relazioni strette con ciò che un artista esprime oggi con quello che era all’origine del percorso musicale. A maggior ragione non lo è per Le Orme che in organico vede oggi il solo Michi Dei Rossi , il batterista, come componente della formazione originale, coadiuvato da Michele Bon alle tastiere, già in organico da decenni, quindi Alessio Trapella alla voce e basso, Ivan Geronazzo alle chitarre.
Le Orme con questa formazione hanno presentato a Milano, presso la loro etichetta Sony, il nuovo album Sulle ali di un sogno. A introdurli Paolo Maiorino che cura le varie emissioni legate al Prog, convinto che il gruppo veneto saprà essere all’altezza delle attese. Un nome che mancava al già grande catalogo Legacy della major discografica. L’album è stato registrato all’Art Music Studio di Bassano del Grappa e a produrlo concorrono lo stesso Michi Dei Rossi con Enrico Vesco e Susanna Merlo.

Francesca Michielin canta "Gioco di bimba"
Come partenza arriva l’ascolto di Gioco di bimba, in assoluto la canzone più popolare del gruppo veneto uscita nel 1972 con il loro secondo album Uomo di pezza. Da allora Le Orme risulteranno in qualche modo invisi al pubblico che frequentava i Festival Pop che non tollerava gli artisti che ottenevano successo in hit parade. Solo che stavolta a cantare Gioco di bimba si mette in campo una delle voci più apprezzate della nuova canzone italiana: «Francesca Michielin si è subito messa a disposizione - avvisa Michi Dei Rossi - anche perché lei è cresciuta con le nostre canzoni e già le interpretava ai suoi concerti. Oltre ad aver accettato con piacere il nostro invito ci ha dato disponibilità per venire in qualche occasione a trovarci sul palco per cantare insieme anche altre nostre canzoni».
A proposito il tour è partito da Breno (BS) lo stesso giorno della conferenza stampa milanese e già il giorno dopo erano a Spilimbergo, il 21 marzo sono a Velletri, quindi a Castrovillari (23), Taglio di Po (30 marzo), Casalmaggiore (5 aprile), Crema (6) e Vercelli (13).
Dei Rossi non manca di aggiungere che ha ricevuto una forte emozione ascoltare Gioco di bimba cantato da Michielin, ma nel nuovo album tante sono le buone canzoni che arrivano dal passato remoto del gruppo Le Orme. A cominciare da un estratto preso da Collage, l’album del 1971 che li aveva posizionati come uno dei primi gruppi del pop italiano in grado di confrontarsi con la scena anglosassone. «Andammo a vedere EL&P (Emerson, Lake & Palmer) all’Isola di Wight e poi ancora a Londra dove entrammo in contatto diretto con loro, in particolare con Keith Emerson che aveva molto apprezzato quello che aveva chiamato “ritmo zoppo” ascoltando La porta chiusa».

Nuova veste per "Amico di ieri" e "Verità nascoste"
Nel 1975 Le Orme vanno fino a Los Angeles per incidere l’album Smogmagica da dove viene estratto il singolo Amico di ieri nata durante una notte insonne. Così la racconta Michi: «Eravamo in questo albergo dove c’era un letto con materasso ad acqua e Aldo Tagliapietra decise di farne a meno, perché non riusciva a dormirci, così rimase nella piccola sala prove che avevamo. Alla mattina lo trovammo ancora sveglio, non aveva dormito, in compenso aveva scritto una nuova canzone. L’anno dopo andammo a registrare a Londra un album che prende il titolo del singolo Verità nascoste, un testo che richiama un amore diverso. In quell’occasione dovevamo essere seguiti da Vangelis come produzione, ma devo dire che il suo apporto è stato minimo e poco significativo».

Entrambi i brani, sia Verità nascoste che Amico di ieri fanno parte del nuovo album che coniuga l’amore di Michi Dei Rossi per la musica classica con quello della canzone. « È la musica che mi piace ascoltare, infatti vi ho inserito Scarlatti e Bach, del resto quello che ascolto oggi alla radio non lo capisco proprio, dove i suoni sono tutti uguali, quando invece i nostri anni Settanta erano ricchi di musica straordinaria, dove ciascuno offriva un modo di suonare originale: vogliamo parlarne?».
Oltre agli artisti del gruppo, oltre a Francesca Michielin, nell’album spicca il massiccio intervento di David Cross al violino, già protagonista dei King Crimson. E in ultimo una domanda viene spontanea: dove sono gli altri due componenti storici de Le Orme? «Mi sarebbe piaciuto per i 50 anni di attività poter tornare sul palco con loro - conclude Dei Rossi - coinvolgendo magari anche Gianfranco Reverberi che è sempre stato il quarto del gruppo. Sarà per una prossima volta».