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A Santo Stefano concerto per la pace e contro gli integralismi

Il 26 dicembre ore 11.00 alla Basilica Romana di Santa Maria in Ara Coeli da vent’anni l’appuntamento di Roma per la pace diretto da Luigi Cinque

A Santo Stefano concerto per la pace e contro gli integralismi

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22 Dicembre 2016 - 14.25


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Diretto da Luigi Cinque, esso è diventato negli anni un appuntamento di rito per i romani e i turisti stranieri che, sempre di più, ogni anno affollano la Chiesa sin dal primissimo mattino.

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Quest’anno la Hypertext O’rchestra di Luigi Cinque vedrà la partecipazione di importanti solisti d’oriente e occidente confrontarsi e creare in tempo reale un appuntamento musicale straordinario. Oltre ai collaboratori abituali come Petra Magoni, Antonello Salis, Alex Balanescu, Fausto Mesolella ( Avion Travel ), l’Hypertext O’rchestra presenterà il più importante giovane suonatore iraniano di santur ( strumento a corde persiano ), Alireza Mortazavi, e voci e strumentisti indimenticabili dal Caucaso come Urna Chaktar Tugki e ilPentElios Quintet. Ci sarà Antonio Infantino e un ensemble di Cupa Cupa (tradizionale strumento a percussione lucano). Concluderà il concerto un evento installazione nella Chiesa con una invasione di zampogne mediterranee e medioorientali che trasformeranno la Chiesa – com’era anticamente- in una Piazza Sacra.
Un concerto di forte intrattenimento e di grande significato sociale. Con la particolare testimonianza di Domenico Quirico: scrittore, e forse il più importante cronista europeo dalle guerre del Medio Oriente. Una voce e un reportage straordinario per un evento e un racconto e un concerto da non perdere.

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A conclusione del concerto al pubblico sarà offerta una improvvisa installazione di zampogne, bagpipe, cornamuse, gaide, con la voce di Nando Citarella per un progetto Natalizio una suite in cui le liturgie popolari e straordinarie melodie mediterranee s’intrecceranno in un continuum di arcaico e contemporaneo al fine di far respirare la Basilica, idealmente e ritualmente, alla maniera delle antiche Cantate Sacre Popolari e Colte, quando lo spazio della Chiesa era il volto sacro della Piazza.

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