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Dario Argento: la mia Lucia di Lammermoor è noir

L'opera andrà in scena il 21 febbraio 2015 al Teatro Carlo Felice di Genova. Il regista: 'Mi piace l'aspetto gotico del capolavoro di Donizetti'.

Dario Argento: la mia Lucia di Lammermoor è noir

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17 Febbraio 2015 - 15.53


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«È una Lucia di Lammermoor noir, gotica, macabra ma non eccessiva. Scorrerà sangue, ma non è una scelta di Dario Argento: sono Donizetti e Cammarano a richiederlo». Desirèe Rancatore ha raccontato così la nuova produzione di «Lucia di Lammermoor», il capolavoro donizettiano che il Teatro Carlo Felice di Genova metterà in scena sabato sera, 21 febbraio 2015 alle ore 20,30 con la direzione di Giampaolo Bisanti e la regia del maestro dell’horror italiano, Dario Argento. Nei ruoli principali, Desirèe Rancatore vestirà i drammatici panni di Lucia, Gianluca Terranova sarà Edgardo, Stefano Antonucci, Enrico.

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Dario Argento, che ha presentato in conferenza stampa l’opera, è al suo secondo impegno lirico dopo «Macbeth»: «L’opera verdiana, un capolavoro assoluto, l’ho cercata io. Questa Lucia invece mi è stata proposta dal Teatro genovese e mi pare sia stata una buona scelta perchè c’è quell’ aspetto gotico e quel gusto per il macabro che mi piacciono particolarmente». La «Lucia» di Argento sarà, hanno voluto rassicurare tutti, rispettosa del testo donizettiano: «Ho letto con molta attenzione il libretto per trovare nuove possibilità espressive. A volte certe intenzioni degli autori, magari le più nascoste, vengono disattese nelle regie. Io ho cercato di capire le ragioni autentiche di Donizetti e qualcosa ho trovato. Ci saranno effetti speciali di tipo cinematografico, ma non voglio rivelare nulla per non togliere agli spettatori il piacere della sorpresa» ha spiegato il regista.

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«Io – ha dichiarato la protagonista Rancatore – gronderò di sangue, ma è Donizetti stesso a chiederlo. E si vedrà finalmente Edgardo suicidarsi, il che renderà meno oscuro il finale. Quanto al mio personaggio, Lucia è una figura forte e fragile insieme. Ha visioni sin dal primo atto, non vive in un mondo mentale tranquillo. Ma ha il coraggio di opporsi fino all’ultimo alla ragion di stato del fratello. È insomma una donna che lotta fino all’ultimo ed è vinta dalla pazzia solo quando Edgardo la maledice. Sul piano vocale è un ruolo completo per un lirico di coloratura: legati, filati, sovracuti, c’è tutto» ha concluso.

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