Musica e immagine: la suggestiva arte del suono nell’audiovisivo analizzata in un libro

Accogliamo con grande interesse un libro che si propone di analizzare la suggestiva e complessa arte della musica da film, Dialoghi, Musica, Effetti: il Suono nell’Audiovisivo

Colonne sonore

Colonne sonore

Giuseppe Costigliola 11 giugno 2021

Nell’affascinante arte delle colonne sonore l’Italia vanta una lunga e gloriosa tradizione. Sin dagli esordi del cinema, i commenti musicali alle pellicole sono stati un campo proficuamente frequentato da affermati musicisti, non da ultimo per il riscontro economico e di immagine che ne deriva. In particolare, dopo il secondo conflitto mondiale si è imposta una generazione di artisti che hanno impreziosito film rimasti nella storia, ma anche – e questo è forse l’aspetto più interessante – prodotti di genere e di cassetta, qualitativamente non all’altezza della loro controparte sonora. I loro nomi sono davvero tanti, e a citarne qualcuno si fa certo torto ai numerosi altri: Rota, Savina, Rustichelli, Trovajoli, Piccioni, Morricone, Ortolani, Cipriani, Micalizzi

Pur con le enormi difficoltà artistiche e produttive in cui si dibatte il cinema nostrano, autori come Piovani, Piersanti, Crivelli, Catalano, Marianelli sono tra gli eredi di tale tradizione, uno dei pochi ambiti creativi ancora vitali in un Paese che ha stoltamente scelto di assassinare l’arte e la cultura, relegandole all’ultimo gradino delle sue priorità.

Accogliamo quindi con grande interesse un libro che si propone di analizzare la suggestiva e complessa arte della musica da film, Dialoghi, Musica, Effetti: il Suono nell’Audiovisivo, scritto a sei mani da Simone Corelli, Stefano Mainetti e Gilberto Martinelli, pubblicato da Lambda edizioni (pp. 296, € 39).

In realtà, come indica il titolo, il campo d’indagine è ben più ampio, e presuppone quella che ormai è una realtà consolidata nelle produzioni artistiche, la multimedialità.

Come giustamente nota lo storico dell’arte Claudio Strinati nella prefazione, il volume si configura come un compendio, “esauriente e tecnicamente ineccepibile”, sulla sonorizzazione della cinematografia, della televisione e della comunicazione informatica “fino alle forme più avanzate dei social e dei sistemi dei network”. È dunque un’opera critica perfettamente adeguata ai tempi in cui vede la luce – quelli appunto della multimedialità e di un nuovo tipo di prodotti audiovisivi – che, pur avendo il rigore di un manuale, si lascia proficuamente leggere e consultare anche dai non addetti ai lavori. Gli studenti di cinema, di audiovisivo e di musica applicata, i professionisti del settore ma anche i semplici appassionati vi troveranno sia gli elementi tecnici e tecnologici che quelli teorici e speculativi, i presupposti metodologici e operativi.

Nello specifico si analizzano le componenti sonore (presa diretta, registrazione, effetti), quelle prettamente musicali (linguaggi, tecnica, composizione, music design), la postproduzione (doppiaggio, montaggio, missaggio), la fruizione (sistemi d’ascolto, valutazioni e questioni tecniche), opportunamente contestualizzate e storicizzate.

Oltre alla dovizia di nozioni specialistiche si ripercorrono infatti, con taglio critico moderno ricco di riferimenti, citazioni, dati documentari e bibliografici, tabelle cronologiche, i progressi della riproduzione dell’immaginefotografica e del suono, ormai sempre più convergenti verso un nuovo tipo di comunicazione visiva.

Di particolare interesse è proprio l’aspetto delle modalità di fruizione, che offre suggestioni e spunti di riflessione, oltre a un efficace stimolo verso la concreta conoscenza del funzionamento dell’universo filmico.

Come indicato nella breve introduzione, Gilberto Martinelli, docente di tecnica del suono, ha curato la trattazione del suono in presa diretta dal punto di vista del linguaggio, confrontandosi con numerosi colleghi; Stefano Mainetti, tra i musicisti più apprezzatinell’attuale panorama, ha affrontato gli argomenti relativi alla musica per immagini, analizzando gli aspetti inerenti alla composizione con sguardo attento alle tendenze più recenti, come la sempre più frequente commistione col cosiddetto sound design; Simone Corelli, esperto fonico di mix cinematografico e televisivo, ha ripercorso la storia del cinema sonoro, esaminando le varie problematiche di una fase che i non addetti ai lavori tendono a sottovalutare, la postproduzione, proiettandosi verso le sfide che si profilano all’orizzonte con lo sviluppo dell’audio immersivo, e ha inoltre curato la grafica del libro e le numerose tabelle e fotografie che lo corredano.

Il lavoro si giova delle sinergie tra gli autori e dell’apporto di numerosi altri professionisti del settore che hanno condiviso le loro esperienze, con un risultato invero notevole. Considerato l’aumento esponenziale delle produzioni audiovisive di questi ultimi anni, i progressi compiuti in campo tecnologico e le suggestioni che il cinema e la comunicazione visiva continuano a suscitare, la proposta editoriale di questo volume ci appare davvero feconda ed opportuna.