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Scream torna al cinema dopo 10 anni: ecco perché il primo capitolo senza Wes Craven piace tanto ai fan

Il duo registico Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett riparte dai capisaldi dello slasher più famoso di Hollywood dando nuova luce e personalità (si spera) all’ultimo capitolo della saga

Scream torna al cinema dopo 10 anni: ecco perché il primo capitolo senza Wes Craven piace tanto ai fan
Locandina del film Scream (2022)

GdS

28 Gennaio 2022 - 17.24


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Se si pensa al genere slasher horror, il primo film che viene in mente, senza ombra di dubbio, è ‘Scream’. La saga targata Wes Craven, noto maestro dell’horror, ha avuto inizio nel lontano 1996, con il primo capitolo per poi proseguire fino al 2011 con ben 4 pellicole. Ora, a distanza di dieci anni, Scream è tornato al cinema con l’ultimo avvincente lungometraggio. Scream (2022) è quindi l’ultimo lavoro del duo registico Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, (‘V/H/S’, ‘La stirpe del male’ e ‘Finché morte non ci separi’) che, alla fin fine, è risultato essere un grande omaggio a Craven e allo slasher degli anni ’90, pur mantenendo una propria identità.

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Video trailer di Scream (2022)

La trama
L’ormai noto Ghostface torna a Woodsboro ed al centro delle sue mire c’è il solito gruppo di adolescenti, tra cui i parenti dei personaggi del primo film. La vittima designata è Tara (Jenna Ortega) che riesce tuttavia a sottrarsi al killer, diventando quindi la sua ossessione, insieme alla sorella, Sam Carpenter (Melissa Barrera), tornata in città proprio per proteggerla. Vengono poi inseriti all’interno della narrazione in modo graduale i vecchi protagonisti, Sidney Prescott (Neve Campbell), Gale Weathers (Courteney Cox) e Linus Riley (David Arquette) che riescono ad amalgamarsi in maniera ineccepibile ai nuovi personaggi.

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Locandina del film Scream (2022)

Nel grande calderone gli sceneggiatori e i registi sono riusciti a creare una sorta di miscelazione perfetta tra la vecchia guardia e le nuove leve della Generazione Z, dando vita ad un moderno Scream. Ed ecco ottenuto il ‘requel’, parola derivante dalla contrazione dei termini ‘reboot’ e ‘sequel’. In poche parole, il film sfrutta la storia e i personaggi delle pellicole precedenti senza esserne per forza la sua continuazione. Il film si districa tra un linguaggio meta-cinematografico, attraverso una moltitudine di meta-narrazioni che rendono alcuni dialoghi quasi intellettuali, e le “regole” che i personaggi devono seguire con quello spirito dissacrante distintivo degli horror degli anni ‘90, comprensivo di jumpscare e colpi di scena. Scream (2022) fa rivivere la storia di Ghostface all’interno di uno ‘slasher 2.0’, con nuovi personaggi e nuovi sistemi di riferimento culturali.

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Se il primo film rifletteva sull’horror parlando dell’horror, il secondo e il terzo sui concetti di sequel e trilogie, il quarto guardava da vicino i social media. Il quinto capitolo, invece, si perde nelle riflessioni sull’industria del cinema, sul rapporto tra i fan e  prodotti cinematografici (che spesso rendono alcuni film delle vere e proprie ‘fan fiction’) e sull’eterno riciclo delle idee da parte di una Hollywood ormai alla deriva.

Ma Scream non stravolge se stesso, piuttosto riparte da quegli elementi cardine che tanto lo hanno caratterizzato, ossia da Ghostface, killer che ha fatto la storia del cinema con la maschera tratta da ‘L’urlo di Munch’, e dalle riflessioni sul cinema. Si parla di John Carpenter e del suo capolavoro ‘Halloween – La notte delle streghe’, si cita Jason Voorhees di ‘Venerdì 13’, ‘Psycho’ (di Alfred Hitchcock) e si discute dei nuovi horror: ‘Babadook’, ‘Hereditary’, i film di Jordan Peele e ‘It Follows’.

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Immagine tratta da una scena del film Scream (2022)

Insomma il nuovo Scream, a differenza di alcuni reboot passati sul grande schermo, è riuscito nell’arduo compito di non deludere le aspettative dei fan alzando, allo stesso tempo, l’asticella. I figli degli anni ‘90, e non solo, hanno apprezzato questo nuovo capitolo che è riuscito ad omaggiare Wes Craven e la sua opera con somma lealtà, proponendo riflessioni profonde e in modo stimolante. Il film riesce a intrattenere, spaventare e chiudere una saga storica in modo ineccepibile.

Ora, però, sarebbe il momento giusto per chiuderla definitivamente e in grande stile, evitando di portarla per le lunghe e lasciando impresso negli occhi dello spettatore un finale degno di un horror iconico come Scream.

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