I tanti volti del Medio Oriente al "Middle East Now" Festival

A Firenze e anche online la ricca rassegna con film e foto dal Maghreb all’Afghanistan. Commedie e drammi su donne, ragazzi, matrimoni a pezzi, miti del calcio e giornali chiusi

“Maradona's Legs” di Firas Khoury

“Maradona's Legs” di Firas Khoury

GdS 4 ottobre 2020
Volete uno sguardo sui tanti “Medio Oriente” di oggi? Volete vedere quali film girano e cosa fotografano in quei paesi, diversi tra loro più di quanto siamo soliti pensare (per scarsa conoscenza) in Occidente? Il Middle East Now è un festival sul Medio Oriente che offre un’eccellente panoramica: estende le sfere di racconto dal Maghreb all’Afghanistan, si focalizza sul cinema ma comprende fotografia, fumetti, cibo, incontri e fa conoscere veri talenti. L’undicesima edizione doveva tenersi ad aprile. Per ovvie ragioni è stato rinviato e si svolge a Firenze da martedì 6 fino all’11 ottobre. È un festival ricco di proposte che ha come tema “Visual Voices”, dove le voci per immagini raccontano cambiamenti in atto o necessari, e che presenta ben 37 film. Di questi 13 sono cortometraggi, 21 le anteprime italiane, 10 le anteprime internazionali, due prime mondiali da più Paesi che, in ordine alfabetico, sono Afghanistan, Algeria, Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi, Giordania, Iran, Iraq, Israele, Kurdistan, Kuwait, Libano, Palestina, Siria, Tunisia, Turchia. La sede principale delle proiezioni è il Cinema della Compagnia.

Apre il festival il documentario “Sunless Shadows” di Mehrdad Oskouei, girato in un centro di detenzione giovanile femminile in Iran dove parlano adolescenti in carcere per aver ucciso il marito, il padre o un altro membro maschile della famiglia. Nel documentario “Formerly Youth Square” (Iran, 2019), la regista-giornalista Mina Akbari racconta cosa è accaduto ai 70 giornalisti che lavoravano al quotidiano Jame, oggi chiuso.
Viene dalla Palestina “Between Heaven and Hearth”, della regista Najwa Najjar: la commedia racconta di Salma, palestinese di Nazareth, che vuole divorziare dal marito Tamer, figlio di un intellettuale rivoluzionario ucciso a Beirut. Il cortometraggio “Maradona's Legs” di Firas Khoury (Germania, Palestina, 2019), è ambientato durante i Mondiali del 1990 e vede due ragazzini palestinesi alla ricerca disperata delle "gambe di Maradona", l'ultimo figurina mancante per completare l'album dei mondiali e vincere un computer Atari.
In parallelo al Mad Murate Art District “7x7. Seven by Seven” dall’8 al 31 ottobre raduna gli scatti di sette fotografi, Myriam Boulos, SinaShiri, Abdo Shanan, Ameer Al-Shaeli, Reem Falaknaz, Erdem Varol, Mouad Abillat, sulle loro città: Baghdad, Beirut, Marrakesh, Tehran, Dubai, Istanbul e Algeri. A cura dell’artista e designer libanese Roï Saade.
Alla Compagnia invece il “Medio Oriente a fumetti” mette in mostra e organizza incontri, a cura di Anna Di Giusto, con autori che si occupano di queste terre di cosa vi accade. Tra i titoli di cui si parlerà: "Se chiudo gli occhi... La guerra in Siria nella voce dei bambini" (2018) di Francesca Mannocchi e Brisly Diala, "La rivoluzione dei gelsomini" di Takoua Ben Mohamed, il silent book "Mediterraneo" di Sergio Nazzaro e Luca Ferrara, “La sposa yemenita” (2017) di Laura Silvia Battaglia e Paola Cannatella, “La primavera araba” di Jean-Pierre Filiu e Cyrille Pomes (2014).
Il festival è ideato e organizzato dall’associazione culturale Map of Creation. Oltre alle proiezioni in sala, con gli accorgimenti anti-contagio, la rassegna comprende una sala virtuale, “Più Compagnia” in collaborazione con MyMovies: clicca qui per vedere i film on demand.

Clicca qui per il sito del festival