Mujeres nel cinema: «Care cineaste iraniane, creiamo un "ponte" con voi e le americane»

Pubblichiamo il videomessaggio del gruppo formato da settemila professioniste: «Siamo con voi contro ogni conflitto»

Disegno nel videomessaggio delle Mujeres del cinema alle cineaste iraniane

Disegno nel videomessaggio delle Mujeres del cinema alle cineaste iraniane

GdS 24 gennaio 2020
Mujeres nel cinema è un gruppo (privato) nato nell’ottobre del 2019 “per creare contatti tra le donne che lavorano nel cinema e per creare insieme nuovi progetti”, come scrive il gruppo nel suo profilo Facebook. Ne fanno parte più di settemila professioniste dell’industria cinematografica o che si occupano di cinema: il gruppo ha appena pubblicato un video messaggio indirizzato alle cineaste iraniane e ve lo proponiamo con il loro breve testo.

Colleghe iraniane, le notizie che arrivano in questi giorni ci chiamano in causa come donne e come professioniste. Siamo un gruppo formatosi di recente cui aderiscono oltre 7000 lavoratrici del cinema italiano.

Da amanti della settima arte conosciamo bene la storia di relazioni proficue che autori e autrici dei nostri paesi da tempo hanno stretto, arricchendo enormemente entrambe le culture e contribuendo con le proprie opere a creare immaginari.
Non possiamo quindi non essere preoccupate per l'intensificarsi delle tensioni nella regione e per le conseguenze che queste potranno avere sulle vostre vite quotidiane e sul vostro lavoro.
Ci manteniamo ben distanti dalle discussioni polarizzate che anche la nostra stampa ospita, convinte che l'unica vittoria sarebbe non combattere né subire nessuna guerra. Siamo certe che attraverso i film continuerete a renderci partecipi di quanto accade in Iran, e che il cinema non smetterà di essere una Ferfere [girandola] nella mano di chi crede nell'arte come resilienza.
Continueremo a farci guidare dalle vostre voci per meglio capire quanto accade,
e vi promettiamo che le faremo risuonare nel dibattito pubblico italiano. Ma questo è anche il momento di creare un ponte con le cineaste americane che come noi pensano che nessun muro debba più essere costruito e che allo scontro si possa sostituire lo scambio.
Ci sono già state manifestazioni per la pace in più di ottanta città americane e anche ai Golden Globes si è potuto ascoltare un grido di libertà. A chi ci vuole in conflitto risponderemo mostrandoci unite.
Siete con noi?