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Addio a Lorenza Mazzetti, scrittrice e testimone della barbarie nazi-fascista

La regista e scrittrice si è spenta a 92 anni. Con la sorella gemella Paola scampò alla strage della famiglia Einsten del 1944. Da quella tragedia fu ricavato il film "Il cielo cade" interpretato da Isabella Rossellini

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GdS

4 Gennaio 2020


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Una grande scrittrice, regista e testimone della barbarie nazi-fascista.
È morta a Roma, all’età di 92 anni, Lorenza Mazzetti, regista pioniera del free cinema e scrittrice, nonché superstite insieme alla sorella gemella Paolo della strage nazista di Rignano, dove venne trucidata la famiglia Einstein, di cui le due sorelle erano ospiti.
Nata a Roma nel 1928, regista, pittrice e scrittrice tra le più creative della sua generazione, Lorenza Mazzetti ha vissuto da bambina una grave tragedia familiare che ha poi cercato di narrare e rappresentare per tutti gli anni dell’età adulta: lo sterminio della famiglia Einstein. Essendo morta la madre alla nascita di Lorenza e della gemella Paola, le due bambine vissero presso diverse famiglie amiche finchè furono accolte da un cugino di Albert Einstein – Robert – nella tenuta di Rignano sull’Arno, dove abitava con moglie e due figlie. La villa fu in parte occupata dai nazisti, che non riuscendo a trovare Robert Einstein, trucidarono l’intera famiglia, lasciando salve le gemelle Mazzetti, perchè avevano un cognome diverso. Subito dopo la maturità, Lorenza partì per Londra dove fece diversi lavori per mantenersi e frequentò la Slade School of Arts.
Il suo primo film, tratto dalla Metamorfosi di Kafka, si intitola K e anticipa molti temi del free cinema di cui Lorenza sarebbe stata una delle fondatrici; il film successivo – Together – emerse come uno dei titoli principali del giovane cinema inglese e vinse un premio a Cannes. Il Diario londinese, pubblicato molti anni dopo (Sellerio, 2014), racconta gli eventi turbolenti di questo periodo nella vita di Lorenza, tra cui una profonda depressione. Mazzetti torna in Italia e inizia a scrivere il suo capolavoro – Il cielo cade – che dopo diverse vicissitudini, fu premiato con il Viareggio nel 1962. Successivamente, il libro venne trasposto in un film interpretato da Isabella Rossellini, che nel 2000 vinse il Giffoni Film Festival. L’anno seguente pubblicò Con rabbia, che ora viene ristampato dalla casa editrice La nave di Teseo.
Ai primi anni ’60 avvia una rubrica sulla rivista del Partito Comunista Vie Nuove, in cui chiedeva alle lettrici di raccontare i propri sogni, e insieme a uno psicoanalista junghiano, Vincenzo Loriga, li interpretava e parlava di un tema censurato come l’inconscio su una pubblicazione comunista. Poco dopo, la rubrica fu chiusa. Gli interventi di Lorenza furono in seguito riuniti con il titolo Il lato oscuro. L’inconscio degli italiani (Tindalo, 1969). In quel periodo si dedicò anche a mettere in piedi un teatro di burattini, e a lavorare in laboratori di drammaturgia per bambini.
Gli ultimi anni della sua vita Lorenza li ha dedicati alla pittura e al restauro dei suoi due film (K e Together). Le due mostre – Album di famiglia e A proposito del Free Cinema – raccontano emblematicamente l’episodio tragico che ha segnato la sua biografia e la partecipazione al cinema inglese degli anni ’50 e ’60. L’intera sua opera è dedicata a combattere la rimozione del ricordo utilizzando l’esempio dello sterminio della famiglia Einstein. Libri, film, dipinti, pur restando immeritatamente poco conosciuti, consacrano l’artista come una pioniera solitaria e indomita ancora in tarda età.

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Sulla sua vita fu realizzato il documentario “Perché sono un genio! Lorenza Mazzetti” di Steve Della Casa e Francesco Frisari, programmato alla 73 Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica – Venezia Classici.

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