Il regista Brizé: "Con 'In guerra' voglio legittimare la collera operaia"

Arriva nelle sale il film sulle battaglie dei lavoratori contro la chiusura della loro fabbrica. L'attore Vincent Lindon: "Ingiusto che l'1% abbia il 99% delle ricchezze"

Vincent Lindon "In guerra"

Vincent Lindon "In guerra"

GdS 8 novembre 2018

Il 15 novembre arriva nelle sale il film "In guerra" di Stephane Brizé su una fabbrica sul punto di venire chiusa e sulle proteste degli operai, dei colletti bianchi. Guida il rifiuto di venir messi alla porta un sindacalista Laurent Amédéo interpretato da un convincente e convinto Vincent Lindon.
Presentando il film al Nuovo Sacher a Roma, Lindon ha dimostrato di avere idee precise. Due problemi sovrastano a suo giudizio la vita nel pianeta: la sovrappopolazione e "la ripartizione delle ricchezze. Bisogna fare qualcosa, svegliarsi. Non è possibile che l'uno per cento della popolazione mondiale possieda il 90% delle ricchezze".
Il regista francese ha spiegato di aver voluto "legittimare la collera degli operai. Oggi c'è una situazione particolare, non ci sono più personaggi carismatici in politica la quale ha affidato ormai tutto il potere alla borsa. E questo attraverso leggi, votate sia dalla destra che dalla sinistra, che di fatto hanno dato le chiavi del potere alla finanza. Oggi lo strapotere dei soldi è totale, certo non basta un film per fare la rivoluzione, ma questo è il mio modo di fare politica".
La storia è su 1.100 dipendenti di una fabbrica, la Perrin Industries, che prima ha ridotto i salari per non licenziare, dopo decide di chiudere senza nessuna intesa e senza discussioni. Il sindacalista Laurent Amédéo si impegna fino allo spasimo per scongiurare questo dramma e salvare i lavoratori.