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Stefania Sandrelli, 70 anni col cinema

Protagonista di film che raccontano l’Italia, l’attrice festeggia compleanno e Nastro d’oro. Da Divorzio all’italiana a C’eravamo tanto amati: una carriera di successi.

Stefania Sandrelli, 70 anni col cinema

GdS

3 Giugno 2016 - 11.04


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di Francesco Troncarelli

Affascinante, leggiadra, seducente, sognatrice, Stefania Sandrelli che festeggia i suoi primi 70 anni e il Nastro d’Oro che i giornalisti cinematografici le hanno assegnato alla carriera, ha conservato tutte le qualità che l’hanno resa una delle attrici più brave e apprezzate del nostro cinema.

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Il suo sorriso e il suo essere donna è lo stesso degli esordi, la sua passione per un mestiere che ha amato subito e di cui si è impadronita film dopo film, è quella del debutto e che nel tempo l’ha fatta diventare la diva della porta accanto. Non una star irraggiungibile e piena di sé ma un’artista semplice e alla mano dotata di garbo e ironia ed una naturalezza speciale che ha contraddistinto le sue interpretazioni mai sopra le righe ma sempre efficaci e realistiche.

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70 anni come la Repubblica, particolare significativo perché lei ha partecipato a film che hanno fatto la storia del cinema italiano, narrando fatti e avvenimenti che hanno caratterizzato l’evoluzione del costume e le vicende stesse del nostro paese. La sua parabola artistica infatti racconta meglio di qualsiasi libro di storia, il Bel paese con le sue rivoluzioni sociali che ha vissuto dal ‘46 ad oggi.

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Ci riferiamo ad esempio a pellicole come “Sedotta e abbandonata” di Germi e “Io la conoscevo bene” di Pietrangeli, che tratteggiano seppure nella commedia la condizione femminile negli anni del boom e soprattutto a quelle come “Novecento” di Bertolucci o a quelle firmate da Ettore Scola come “C’eravamo tanto amati”, “La terrazza” e “La famiglia”, che meglio di tutti descrivono e fotografano i cambiamenti della società nel tempo.

L’esordio per Stefania è stato da giovanissima, con la freschezza dei suoi 15 anni. E’ Luciano Salce a notarla sulla copertina del settimanale “Le Ore” periodico non ancora scandalistico ma di attualità. La vuole accanto a Tognazzi ne “Il federale” e quella interpretazione non passa inosservata. A lanciarla nel vero senso della parola però è Pietro Germi, che la chiama ad interpretare il ruolo della bella Angela di cui si invaghisce il barone Fefè-Marcello Mastroianni, in quello che viene considerato un capolavoro della commedia, “Divorzio all’italiana” premiato a Cannes e Oscar per la sceneggiatura.

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Il grande successo del film abbinato alla storia che stava vivendo con Gino Paoli molto più grande di lei e già sposato, la portarono di colpo all’attenzione generale. Quella relazione chiacchierata e difficile sottolineata dalle note di “Sapore di sale” scritta dal cantautore genovese sulla spiaggia di Capo d’Orlando pensando a lei e poi il tentativo di suicidio dello stesso Paoli, aumentarono enormemente l’interesse nei suoi confronti mentre lei continuava la sua strada nel cinema ottenendo un altro boom personale con “Sedotta e abbandonata” sempre di Germi.

Era il 1964 e a neanche vent’anni la Sandrelli è già “la Sandrelli”, giovane attrice rampante che si affaccia nel “grande cinema” dominato dalle dive del periodo Anna Magnani, Sophia Loren, Gina Lollobrigida e Silvana Pampanini, per la conquista di un suo posto al sole.

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E così sarà perché da quel momento la ragazza di Viareggio che ama la musica e il ballo collezionerà una serie di successi molto significativi lavorando con registi del calibro di Monicelli, Comencini, Lizzani, Chabrol, Montaldo, Bigas Luna, Von Trotta, Archibugi, Vanzina, Virzì, Ozpetek con i quali crescerà professionalmente, ed a fianco di artisti di grande talento come Gassman, Dustin Hoffman, Depardieu, De Niro, Manfredi, Sordi, Burt Lancaster, Romolo Valli che le saranno non solo colleghi ma anche maestri.

Sono film apprezzati dal pubblico e dalla critica, commedie brillanti o pellicole di spessore, in cui i ruoli affidati alla Sandrelli brillano di luce propria e lasciano il segno per la naturalezza della sua recitazione. “Brancaleone alle crociate” , “Alfredo Alfredo”, “Il conformista”, “Vacanze di Natale”, “Speriamo che sia femmina”, “Mignon è partita”, “La prima cosa bella”, solo alcuni dei titoli della sua lunga e fortunata carriera nel corso della quale ha anche mostrato la sua bellezza e sensualità, quando ha girato “La chiave” di Tinto Brass accettando una sfida nel segno dell’audacia e della trasgressione che fece scalpore e che a quarant’anni la rilanciò come sex symbol.

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E che dire della Sandrelli televisiva, anche qui ruoli affrontati con grande mestiere per fiction di qualità come “I Racconti del maresciallo”, “Il maresciallo Rocca”, “Una grande famiglia” e ”Il bello delle donne” che hanno riscosso il gradimento della vasta platea generalista aumentando la sua popolarità di attrice versatile e professionale.

Ed eccola qua Stefania Sandrelli, giovane come sempre anche a 70 anni portati con eleganza e fascino, felice e orgogliosa di esserci arrivata così come è, morbida nelle forme e senza essere ricorsa ad “aiutini” e ritocchi di sorta. Per il suo compleanno si è regalata un lupo di peluche e ha invitato gli amici al Jackie ‘O, il locale delle notti romane per antonomasia, per ballare tutti insieme e divertirsi. Ci saranno i figli Amanda e Vito, i nipoti e il compagno di sempre Giovanni Soldati, solida certezza della maturità. Poi al momento della torta canterà la canzone “Seven Years Old”di Lukas Graham, perché questi settant’anni sono volati e lei si sente ancora una bambina. Auguri.

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