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Terrore nello spazio arriva a Cannes in versione restaurata

Il film del 1965 di Mario Bava arriva al festival per Cannes Classics. Un cult senza tempo che ha influenzato il cinema degli anni successivi

Terrore nello spazio arriva a Cannes in versione restaurata
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17 Maggio 2016 - 10.35


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La fantascienza di Mario Bava torna a Cannes nella categoria Classics, con il restauro realizzato da Csc Cineteca Nazionale del film ‘Terrore nello spazio’. La pellicola del 1965 verrà riproposta stasera al festival, con la partecipazione diel produttore Fulvio Lucisano, ed del regista e produttore danese Nicolas Winding Refn.
Bava, scomparso nel 1980, è un vero cult per cinéphiles di tutto il mondo e grandi cineasti pronti a dichiararne l’influenza sul loro lavoro, a partire da Tarantino che ha affermato: «Dietro ogni mia inquadratura c’è il genio di Mario Bava».

‘Terrore nello spazio’, diretto da Mario Bava nel 1965 rappresenta una pietra miliare nel cinema di genere in cui la creatività del maestro sanremese, coadiuvato dalla mano ispirata di due sceneggiatori d’eccezione quali lo scrittore Alberto Bevilacqua ed il critico Callisto Cosulich, raggiunse il suo vertice prefigurando tanto cinema di fantascienza a venire, compreso ‘Alien’ di Ridley Scott. Il film narra infatti la ‘possessionèdi astronauti terrestri da parte di entità aliene. Il rinvio del film di Scott a quello di Bava è talmente evidente che subito dopo l’uscita di ‘Alien’, nel 1979, il film italiano venne riproposto con il titolo ‘Alien è terrore nello spazio’, per tentare di sfruttare il successo riscosso dal suo epigono.

Il film è stato restaurato in 4k, con ritorno su pellicola 35mm, partendo dai negativi scena e colonna messi a disposizione dal produttore Fulvio Lucisano, Presidente di Italian International Film, che ha collaborato anche al restauro. Il particolare tono fotografico è stato restituito con la supervisione del regista e sceneggiatore Lamberto Bava, figlio di Mario, mentre le lavorazioni sono state eseguite presso il Laboratorio Fotocinema di Roma.

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