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Bif&st, Faenza: farò un film su Emanuela Orlandi

Il regista dal Bif&st: 'La storia è pazzesca, ma non posso dire molto per non rischiare di vedermelo boicottato già da ora'

Bif&st, Faenza: farò un film su Emanuela Orlandi

GdS

6 Aprile 2016 - 13.15


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di Piero Cinelli

Autore da sempre impegnato nel cinema civile, Roberto Faenza dal palco del teatro Petruzzelli, dove ha raccontato del suo rapporto con Marcello Mastroianni nell’incontro con il pubblico del Bif&st moderato da Marco Spagnoli, ha annunciato che il suo prossimo film, al quale sta già lavorando, sarà incentrato sulla vicenda di Emanuela Orlandi. “La storia della Orlandi è pazzesca, ho scoperto delle cose incredibili” si è lasciato sfuggire il regista, che non ha voluto raccontare ulteriori dettagli su questo progetto “per non rischiare di vedermelo boicottato già da ora”.

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Faenza non si esprime ulteriormente, a parte la promessa di voler andare fino in fondo, nonostante qualche anonima richiesta di ‘moderazione’, che suona come una minaccia. Forse i tempi non sono cambiati molto, nonostante i cambiamenti politici, da quando ha diretto “Sostiene Pereira”, un film tratto dal romanzo di Antonio Tabucchi, uscito nel 1995, negli anni d’oro del regime berlusconiano. Un film che ha avuto molte vicissitudini produttive, con il produttore Cecchi Gori (che avrebbe preferito Abatantuono come protagonista al posto di Mastroianni) e che all’ultimo momento si è tirato indietro dal progetto che è stato coraggiosamente portato avanti da Faenza con mezzi propri, ipotecando due appartamenti di proprietà. Mastroianni si è rivelato perfetto per la visione di Faenza che non voleva che il film diventasse un’icona politica, ma voleva approfondire la vicenda umana del protagonista, una vicenda che Mastroianni, in un periodo della propria vita di passaggio verso la senilità, ha affrontato con straordinaria sensibilità, arricchendo di sfumature esistenziali la vicenda della presa di coscienza di un uomo di fronte alla dittatura.

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Del resto – ha raccontato Faenza – Mastroianni per quanto attento alle vicende politiche del nostro paese, non ha mai voluto impegnarsi, come del resto il suo amico Federico Fellini. Un impegno che anche Faenza ha perseguito con una ‘giusta distanza’ dalla politica e con un maggiore interesse verso gli aspetti umani “amo raccontare personaggi che dal buio assoluto riescono a ritrovare la luce”. Sarà difficile adesso trovare una luce, al di fuori della verità, nella tragica vicenda di Emanuela Orlandi, la giovane cittadina vaticana figlia di un commesso della Prefettura della Casa Pontificia, sparita in circostanze misteriose all’età di 15 anni nel 1983.

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