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Il bambino di Vetro, le famiglie criminali siciliane viste da un bambino

Le famiglie criminali di Palermo raccontate attraverso lo sguardo di un bambino: l'esordio alla regia di Federico Cruciani in sala dal 14 aprile 2016.

Il bambino di Vetro, le famiglie criminali siciliane viste da un bambino

GdS

30 Marzo 2016 - 13.01


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Esce in sala Il bambino di Vetro, film d’esordio di Federico Cruciani: da giovedì 14 aprile è nei cinema con la distribuzione di Lab 80 film.

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Presentato alla Festa del Cinema di Roma, il lungometraggio di fiction racconta le “famiglie criminali” di Palermo attraverso lo sguardo di un bambino. Il protagonista è Giovanni, un ragazzino di dieci anni: molto legato al papà Vincenzo, irreprensibile lavoratore del mercato ittico, un giorno scopre che il genitore è in realtà un corriere della droga che lavora per la criminalità organizzata.

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In una lenta e graduale presa di coscienza, il piccolo metterà irrimediabilmente in crisi il legame incondizionato con il padre, aprendo gli occhi sulla realtà delle “famiglie criminali” e sui segreti della sua stessa “famiglia naturale”.

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La Sicilia, il lavoro, la famiglia e la malavita: questi sono i temi del film di Cruciani, che al suo esordio come regista cinematografico ha scelto di far recitare gli attori in dialetto (i dialoghi sono sottotitolati), rendendo ancora più cruda e reale la testimonianza che il suo lavoro rappresenta.

Ha detto il regista: «Ho scelto di mettere al centro del film lo sguardo di un bambino di dieci anni conosciuto casualmente qualche anno fa in un vicolo palermitano. Uno di quei bambini che trattengono ancora l’innocenza della loro età ma che rendono già visibile la precoce maturazione. Per me, una folgorazione. Il racconto cinematografico si sviluppa attraverso quello sguardo. Lo spettatore vedrà con i suoi occhi e si farà un’idea della realtà che viene rappresentata attraverso i suoi comportamenti e le sue reazioni. Quella che sembra infatti una storia di “famiglie criminali” si scoprirà essere alla fine, con un totale ribaltamento di prospettiva, per il bambino e per chi guarda insieme a lui, una storia di “famiglie naturali”».

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Insieme al direttore della fotografia Duccio Cimatti, il regista ha scelto di mostrare una Sicilia fredda, invernale, girando durante il mese di febbraio. La stessa Palermo viene mostrata quasi sempre da prospettive che la rendono poco riconoscibile. «Lo sforzo registico – aggiunge Cruciani – è sempre stato quello di mettersi al servizio della storia, eliminando il superfluo, gli inutili fronzoli, per arrivare il più chiaramente possibile all’essenziale funzionale al racconto».

Il bambino di Vetro, liberamente ispirato al romanzo Figlio di Vetro di Giacomo Cacciatore (ed. Einaudi), è prodotto da Revolver.

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