Stefano Massini racconta mestieri e persone per il Primo Maggio su Rai5

La sera di venerdì un monologo di storie con musica sul lavoro. “Ripartire? Qual è la differenza tra cento persone in chiesa e in teatro?”

Stefano Massini. Fonte: Wikipedia

Stefano Massini. Fonte: Wikipedia

GdS 30 aprile 2020
Stefano Massini racconta cosa sia diventato il lavoro attraverso tante storie nella serata del Primo maggio su Rai5 alle 21.10. Con il monologo registrato giorni fa nella cavea del Maggio musicale fiorentino a Firenze, “Sul Lavoro Fondata – persone, mestieri, pensieri”, l’interprete e drammaturgo riunisce storie in apparenza eterogenee: da un salumiere emiliano del 1950 a Pinocchio, da George Orwell ad Aldo Moro trentenne deputato della Costituente. Lo accompagnano Stefano Corsi all’arpa celtica e all’armonica ed Enrico Fink al flauto traverso e alla fisarmonica, con la regia di Tobia Pescia.

“Due anni fa sono salito ospite sul palco del concertone di San Giovanni a Roma. Ho vissuto quell'ebbrezza di stare in piedi, davanti a decine di migliaia di persone strette una accanto all'altra per festeggiare il lavoro. Quest'anno molti di noi sono senza lavoro e senza neanche la possibilità di celebrarlo”, ha dichiarato Massini all’Ansa. E a proposito di chi strepita per ripartire con le partite di calcio o con le messe constata: “Non fingiamo di non vedere che si parla di fare ripartire gli allenamenti di calcio e nulla si dice del teatro. E qual è la differenza tra 100 persone in chiesa e 100 in teatro? Il timore è che si viva lo spettacolo dal vivo come il gingillo decorativo della vita sociale: se c'è bene, altrimenti si vive lo stesso. Una visione spietata, sbagliata e agghiacciante”.

Massini partecipa a titolo gratuito e ha richiesto che tutte le maestranze avessero il giusto compenso. Lo spettacolo, di 40 minuti, è stato realizzato dalla Fondazione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, dalla Fondazione Teatro della Toscana – Teatro Nazionale, e Comune di Firenze – Assessorato alla Cultura, con Fondazione Sistema Toscana ente della Regione Toscana. “L’emergenza seguita alla diffusione del Covid-19 ha rivelato la fragilità di un sistema e l’incertezza del futuro, anche nel mondo della cultura – commenta la vicepresidente e assessore alla cultura della amministrazione regionale Monica Barni - Noi ci impegniamo a ricostruire la fiducia nel contatto sociale che è parte imprescindibile di ogni offerta culturale”.