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Panama Papers, Barbara DʼUrso: non c'entro niente

Barbara D'Urso nega qualsiasi coinvolgimento nel caso Panama Papers e, attraverso il proprio legale assicura di non avere niente a che fare con conti in paradisi fiscali.

Panama Papers, Barbara DʼUrso: non c'entro niente

GdS

7 Aprile 2016 - 15.29


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Il nome di Barbara D’Urso è stato pubblicato nell’ambito dell’inchiesta realizzata da L’Espresso sul caso Panama Papers. La conduttrice tv,”informata alcuni giorni fa dell’inchiesta” del periodico, “aveva diffidato formalmente a mezzo del proprio legale tale settimanale dal divulgare notizie che apparivano lacunose e gravemente lesive della sua immagine”.

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In particolare, nella lettera inviata aveva chiarito a L’Espresso che “la società in questione era stata aperta ai fini di un’operazione immobiliare che la Signora d’Urso intendeva compiere all’estero; che tale operazione non si era poi concretizzata; che la società era conseguentemente sempre rimasta inattiva; e che la società era stata ufficialmente chiusa nel 2012”. Così chiarisce in una nota l’avvocato della presentatrice, Enrico Adriano Raffaelli.

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“Nella diffida si rilevava, pertanto – continua il legale – che la funzione cui era destinata la società e la non attualità dei fatti in questione rendeva del tutto illegittima sotto ogni profilo la loro divulgazione da parte del L’Espresso, vieppiù in un contesto in cui la posizione della signora d’Urso sarebbe stata strumentalmente ed in modo suggestivo accostata a condotte totalmente diverse, attuali e molto gravi, se non persino illecite”.

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L’Espresso ha invece qualificato “suggestivamente nel titolo come “affari off-shore” quella che invece era, molto semplicemente, una società che non è stata mai operativa e che è stata chiusa da alcuni anni ufficialmente ed in piena trasparenza”, sottolinea il legale, aggiungendo che la D’Urso “deve riservarsi ogni azione nelle competenti sedi per tutelare la propria immagine e vedere riaffermata la verità dei fatti rispetto al gravissimo danno arrecatole dalla condotta posta in essere da L’Espresso”.

Anche Luca Cordero di Montezemolo smentisce un suo coinvolgimento nello scandalo e al Cda Unicredit dice: “In merito alla società panamense e al conto associati al mio nome, ho avuto modo di ricostruire – trattandosi di nove anni fa (periodo in cui ero fortemente impegnato, tra l’altro, in Confindustria, Fiat e Ferrari) – che mi furono proposti dai miei consulenti finanziari di allora in vista di investimenti che non furono poi mai realizzati. Posso quindi confermare che non possiedo alcuna società off shore né alcun conto estero e, soprattutto, che non ho commesso alcun illecito”.

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