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Governi: vi racconto Dalla, il genio di Bologna

A tre anni dalla scomparsa, andrà in onda domani 26 febbraio 2015 su Rai3 un documentario sulle orme del cantautore e del suo rapporto particolare con Bologna.

Governi: vi racconto Dalla, il genio di Bologna

GdS

25 Febbraio 2015 - 12.24


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di Davide Monastra

Per la serie “I Grandi Protagonisti” andrà in onda domani, giovedì 26 febbraio 2015, su Rai3 alle ore 23.10 il programma “Lucio Dalla, il genio di Bologna”, programma ideato e condotto da Giancarlo Governi. “Lucio Dalla è un gigante della cultura, della musica italiana, della poesia – ha dichiarato il giornalista, scrittore, autore televisivo, regista ed editorialista di [url”Globalist Syndication”]www.globalist.it[/url] -. Siamo partiti da Roma verso Bologna sulle sue orme, per ricostruire l’opera di questo grande personaggio”. In “Lucio Dalla, il genio di Bologna” è ripercorsa tutta la carriera artistica di Lucio Dalla, dai suoi inizi come clarinettista jazz, fino al successo planetario di Caruso: “Io ho raccontato solo una parte di Lucio Dalla – ha spiegato Governi -. La sua parte artistica, quella privata, secondo me, non interessa e non è importante, non c’entra nulla con la sua figura”. Inoltre per la prima volta dopo la morte del cantautore, avvenuta l’1 marzo 2012, le telecamere di una trasmissione televisiva sono entrate nell’immensa casa museo di Via D’Azeglio dell’artista: i telespettatori potranno dare uno sguardo in anteprima all’appartamento che sarà aperta al pubblico dal 2 al 4 marzo 2015.

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Perché raccontare proprio la figura di Lucio Dalla?

L’idea nasce dal fatto che abbiamo pensato di realizzare qualcosa di diverso. Io ho già diretto e raccontato su Rai3 una sessantina di ritratti e a un certo punto, sono ormai quindici anni che va in onda questo programma, volevo cambiare format. È nato così “I grandi protagonisti”: un viaggio sulle orme di un personaggio importante che ha fatto la storia della cultura italiana. Adesso sono io che vado nei luoghi che gli appartengono, vado a parlare con le persone con cui ha avuto a che fare e cerco così di ricostruire l’opera di grandi personaggi. Nella prima serie abbiamo realizzato un documentario su Sandra Mondaini e Raimondo Vianello che è andato in onda il giorno di Natale e poi adesso, proprio perché l’1 marzo sarà l’anniversario della morte e il 4 marzo si sarebbe celebrato il suo 72esimo compleanno, abbiamo pensato a Lucio Dalla.

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Com’è iniziato il viaggio di “Lucio Dalla, il genio di Bologna”?

Inizialmente ci siamo fermati a Roma, dove abbiamo incontrato Renzo Arbore, Pupi Avati e Edoardo Vianello: tutti personaggi importanti nella vita e nella carriera di Lucio Dalla. Avati, ad esempio, suonava il clarinetto con Lucio Dalla. Si racconta che sia stato proprio Dalla a dirgli di smettere di fare il musicista. E per fortuna nostra e sua da un mediocre clarinettista è diventato un grande regista: questo per merito o per colpa di Lucio Dalla. Dopo Roma, siamo poi partiti per Bologna.

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Bologna,una città fondamentale per Lucio Dalla.

Mi sono reso conto, mentre eravamo a Bologna, che stavamo cambiando programma, stavamo facendo un’altra cosa. Stava venendo fuori una trasmissione più sulla città che su Lucio Dalla. Ci siamo resi conto che fra Lucio Dalla e Bologna il rapporto è molto stretto, quasi in simbiosi. Lucio Dalla è stato un personaggio nazionale e internazionale, uscito fuori però proprio dalla dimensione bolognese. Questo significa solo una cosa che Bologna non è una città provinciale, ma è una capitale della cultura. Allora proprio in questa città siamo andati alla ricerca dei luoghi, delle case, dei personaggi che sono stati importanti nella vita del cantautore. Abbiamo intervistato Paola Pallottino, autrice di “4 marzo ‘43”, canzone che ha sancito il primo grande successo di Dalla, ma anche Gaetano Curreri, cantante degli Stadio che è forse l’allievo migliore del maestro di musica Lucio Dalla.

Infatti, già nel titolo della trasmissione è specificato il rapporto d’amore tra Lucio Dalla e Bologna.

Sì, alla fine ci siamo resi conto che se Bologna ha dato tanto a Lucio Dalla, lui ha restituito tantissimo alla città con gli interessi. Praticamente forse, se si può azzardare un’affermazione esagerata però spesso bisogna esagerare per arrivare alla verità, Bologna dopo il passaggio di Lucio Dalla non è più la stessa.

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A Bologna, quanto si sente la mancanza di Lucio Dalla?

La mancanza si sente, però, girando per Bologna si percepisce la presenza di Lucio Dalla. A via d’Azeglio, a piazza dei Celestini, tutti i negozi, alberghi, bar espongono sue fotografie. Poi tutte le sere alle 18 dalla sua abitazione parte una sua canzone. Ci sono i suonatori ambulanti che suonano sempre le sue canzoni. È una presenza ancora viva. Un giorno Lucio Dalla diventerà una meta del turismo culturale per la città di Bologna.

Il documentario è stato già proiettato a Bologna?

Sì, prima di andare in tv su Rai3, il documentario è stato proiettato nella Salaborsa di Bologna. Posso dire che è stato davvero un successo. Ai bolognesi che lo hanno visto è piaciuto tantissimo.

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