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Carlo Conti il Pacificatore di Sanremo

Sembra proprio che Conti sia stato mandato a Sanremo con il chiaro intento del ‘peacekeeper’, del pacificatore a tutti i costi, quasi a protezione del Festival

Carlo Conti il Pacificatore di Sanremo

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12 Febbraio 2015 - 13.37


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di Piero Montanari

Ricordo un film d’azione con Dolph Lundgren, attore noto solo per aver detto inopinatamente a Rocky Balboa – Silvester Stallone – “Ti spiezzo in due” e poi scomparso dalla memoria di massa. Il titolo era The Peacekeeper, il Pacificatore, la storia di un energumeno che doveva salvare a tutti i costi il mondo, riuscendoci poi non senza qualche difficoltà.

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Abbiamo già detto che Carlo Conti è bravo, con il suo buon Festival dal ritmo veloce e dai toni misurati, talvolta banali come si conviene, peculiarità che sono proprie del bravo presentatore, dopo i suoi attenti studi verso chi l’aveva preceduto sulla graticola infuocata dell’Ariston.

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Sembra proprio, visto il confortante successo delle prime due sere, che Conti sia stato mandato su quel palco con il chiaro intento del ‘peacekeeper’, del pacificatore a tutti i costi, quasi a protezione del Festival di Sanremo, evento principe della Rai, che che ogni anno rischia la sua estinzione (e quella dei tanti che ruotano intorno ad esso e che investono tutte le loro speranze sullo spettacolo), per manifesta vetustà.

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E Conti, forte della missione che il mondo gli ha conferito, ha ben iniziato la sua opera pacificatoria ricca di buonismo ed affettuosità verso tutti, a cominciare dai giornalisti – sempre pronti a sparare alzo zero e a trovare magagne – con i quali il buon Carlo sembra avere rapporti idilliaci, incassando critiche compiacenti, compresa la mia.

La pacificazione di Carlo sta proseguendo indefessa con i telespettatori utenti, ai quali viene comminato un Festival di pace e serenità, senza sbavature clamorose, con canzoni più o meno dignitose, gran parte dimenticabili, corollario quasi inutile ad un Festival dove succede poco o nulla. Un festival di pace e bene a tutti, come diceva Padre Mariano.

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La stessa pace e lo stesso bene che il nostro Pacificatore tenta di mettere, blandamente e come da copione, tra Al Bano e Romina Power, loro si il motivo principale perché questo Sanremo abbia avuto luogo. Carlo ci ha provato in tutti i modi sul palco, dicendo loro – che invece si guardavano in cagnesco – di abbracciarsi e baciarsi, a favore di chissà quali altre indimenticabili performances, quali altre magnifiche canzoni, quali altri splendidi duetti futuri, per la gioia di chi li ammira e li ama.

Ma Carlo il Pacificatore ha fallito purtroppo la mission, i due si odiano evidentemente e non torneranno più insieme, se non forse in sparute esibizioni lontano dall’Italia. Chissà se a Conti, The Peacekeeper of Sanremo, non arriverà per questo un medaglia d’oro al merito?

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