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A Cannes il film del cineasta palestinese Mayasi

Con "Ieri notte non ho dormito", il regista palestinese Mayasi dà forma ad una storia personale. Il tema della libertà si scontra con quello della violenza, abbandonando le forme tradizionali di sceneggiatura.

Fonte: ansa.it
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23 Ottobre 2026 - 15.42 Culture


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“Ieri notte non ho dormito” è il lungometraggio prodotto da Rakan Mayasi, cineasta indipendente palestinese che ora vive a Bruxelles. Arriva a Cannes nella sezione “Un Certain Regard” alla Festa di Roma. E’ sempre più importante mettere al centro le produzioni realizzate dai palestinesi. Le loro narrazioni, il loro punto di vista e la loro voce, senza una traduzione o mediazione occidentale.

Il film arriverà nelle sale italiane a marzo 2027 e vede attori non professionisti nella valle della Bekaa. Allontanandosi dai metodi classici della sceneggiatura tradizionale, Mayasi ha messo al centro i corpi e la vita dei suoi interpreti insistendo sulla parte visiva, specialmente su tempo, spazio e memoria, che costituiscono il centro della storia.

Mayasi ha detto di essersi ispirato a una storia personale. Sua nonna è stata obbligata sposarsi a soli 14 anni; una storia che ha attraversato e influenzato i suoi primi anni d’età e che ha adesso deciso di raccontare con la cinepresa dove il tema della violenza è contrapposto alla libertà. Rayan Mayasi ha dichiarato: “La storia della mia defunta nonna, costretta a sposarsi a quattordici anni, mi è rimasta impressa fin dall’infanzia”

E ha aggiunto: “Ha plasmato, in modo silenzioso ma costante, il mio senso di giustizia e la mia sensibilità verso vite modellate da forze che sfuggono al controllo individuale. Sono tornato nella Valle della Bekaa, dove queste tradizioni erano ancora vive, non per metterle in discussione, ma per osservarle dall’interno. Essendo cresciuto sentendomi distante dalle strutture patriarcali che mi circondavano, ho affrontato questo film con il desiderio di comprendere piuttosto che di oppormi. Ciò che mi interessava era lo spazio tra appartenenza ed estraneità, e il modo in cui gli individui si muovono all’interno di sistemi che li precedono”.

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