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Addio a Margaret Hamilton, la pioniera dell’informatica che portò l’uomo sulla Luna

Si è spenta a 90 anni la matematica e informatica statunitense che guidò lo sviluppo del software delle missioni Apollo, contribuendo a scrivere una pagina fondamentale della storia dell’esplorazione spaziale

Addio a Margaret Hamilton, la pioniera dell’informatica che portò l’uomo sulla Luna
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8 Ottobre 2026 - 17.16 Culture


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Si è spenta all’età di 90 anni Margaret Hamilton, la donna che permise agli Stati Uniti di vincere la corsa allo spazio nel XX secolo. A darne notizia è stato il Massachusetts Institute of Technology (MIT), l’istituzione presso cui Hamilton iniziò a lavorare nel 1959 e dove, fino alla metà degli anni Settanta, diresse la divisione di Ingegneria del Software del Laboratorio di Strumentazione.

Nel 1961, il laboratorio ottenne un contratto con la NASA per contribuire alla realizzazione del programma Apollo. Hamilton assunse così la guida di un gruppo di circa cento ingegneri, impegnati nello sviluppo dei sistemi informatici destinati a gestire alcune delle operazioni più delicate delle missioni spaziali. Un lavoro pionieristico, svolto in un’epoca in cui l’informatica era ancora una disciplina emergente e il concetto stesso di ingegneria del software doveva trovare una propria definizione.

Il contributo di Hamilton si rivelò determinante soprattutto durante Apollo 11, la missione che nel luglio del 1969 portò per la prima volta l’uomo sulla superficie lunare. Nelle fasi cruciali della discesa, il computer di bordo si trovò a gestire un sovraccarico di operazioni dovuto anche a un sistema radar. Il software sviluppato dal suo gruppo fu in grado di riconoscere il problema, assegnare la priorità alle funzioni essenziali e consentire agli astronauti di proseguire l’allunaggio in sicurezza. Nata nel 1936 a Paoli, nell’Indiana, Hamilton studiò all’Università del Michigan prima di conseguire la laurea in matematica all’Earlham College. Arrivò poi al MIT, intraprendendo una carriera destinata a lasciare un segno profondo nella storia della tecnologia.

Considerata una delle fondatrici dell’ingegneria del software, Hamilton ha contribuito a trasformare la programmazione in una disciplina rigorosa, fondata sull’affidabilità dei sistemi e sulla capacità di prevenire e gestire gli errori. “Dire che Margaret Hamilton è stata una pioniera, in anticipo sui tempi, sarebbe un eufemismo clamoroso”, ha dichiarato Olivier de Weck, direttore ad interim del Dipartimento di Aeronautica e Astronautica del MIT. La sua eredità va ben oltre la conquista della Luna. In un settore all’epoca prevalentemente maschile, Hamilton seppe affermarsi attraverso competenza, intuizione e capacità di leadership, aprendo la strada a nuove generazioni di sue colleghe.

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