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Da convento a hotel: il monastero di Borromini a Trastevere

Il monastero seicentesco alle pendici del Gianicolo è oggi un hotel di lusso. Il complesso conserva elementi storici originari e una continuità d’uso legata alla sua storia religiosa.

Da convento a hotel: il monastero di Borromini a Trastevere
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5 Luglio 2026 - 18.00 Culture


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Un antico convento progettato da Francesco Borromini alle pendici del Gianicolo è stato trasformato in hotel di lusso. La struttura, oggi parte del gruppo VRetreats, conserva ancora elementi storici originali e parte della sua vocazione religiosa.

Il Monastero di Santa Maria dei Sette Dolori, fondato nel 1640 da Camilla Virginia Savelli nasce come luogo religioso destinato a giovani nobili di famiglie aristocratiche. Nel corso dei secoli ha mantenuto una forte continuità d’uso legata alla vita religiosa e all’accoglienza.

Nel 1951 alcune aree dell’edificio vennero trasformate in un asilo per i bambini del quartiere di Trastevere, segnando una prima riconversione verso una funzione sociale e civile.

In seguito, nel 2008 l’edificio è stato convertito in un hotel a 4 stelle con 94 camere, tra cui diverse suite. L’intervento ha mantenuto parti significative della struttura originaria, integrando gli ambienti storici con le esigenze della struttura alberghiera.

Nonostante ciò, la chiesa interna al complesso rimane aperta al culto e rappresenta ancora oggi un elemento attivo del monastero. In un’ala separata della struttura vivono inoltre alcune suore, mantenendo una continuità con la funzione originaria del luogo.

Il giardino storico, risalente nella sua configurazione attuale al XIX secolo, si sviluppa su più lati del complesso ed è parte integrante dell’assetto architettonico dell’edificio. Gli spazi esterni conservano elementi della struttura originaria e si inseriscono nel contesto urbano di Trastevere.

La struttura è stata anche inserita tra i finalisti degli Awards for Excellence 2025 di Condé Nast Johansens, riconoscimento dedicato al settore dell’ospitalità di lusso. E oggi il complesso rappresenta un caso di riconversione di un edificio storico tra funzione religiosa, culturale e ricettiva.

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