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Milano, una mostra per raccontare la vita artistica di Arnaldo Pomodoro

L'allestimento, situato nella sede lombarda delle Gallerie d'Italia, punta a far scoprire al pubblico l'intenso percorso creativo dello scultore romagnolo, nato un secolo fa e venuto a mancare nel 2025

Milano, una mostra per raccontare la vita artistica di Arnaldo Pomodoro
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31 Maggio 2026 - 16.43 Culture


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Una nuova esposizione è pronta ad animare la città di Milano. Nella giornata di venerdì, 29 maggio, è stata inaugurata, nella pittoresca cornice delle Gallerie d’Italia, la mostra “Arnaldo Pomodoro. Una vita“, che riunisce sia le pietre miliari che le opere meno note dell’artista romagnolo, oltre ad alcuni rari materiali d’archivio scelti per suggerire nuove chiavi di interpretazione ai visitatori.

L’allestimento, realizzato con la collaborazione di Intesa Sanpaolo e Fondazione Arnaldo Pomodoro, porta la firma di Luca Massimo Barbero (curatore associato delle collezioni di arte moderna e contemporanea di Intesa Sanpaolo) e Federico Giani (curatore della fondazione intitolata all’artista), i quali hanno selezionato minuziosamente i 45 lavori da esibire.

In primo piano naturalmente ci sono i motivi, le forme e i materiali che hanno reso unica e riconoscibile l’arte di Pomodoro, come l’attrazione per i metalli (il bronzo in particolare) e l’evocazione di una “scrittura” arcaica e indecifrabile. E ancora il più volte rimarcato interesse verso i solidi della geometria euclidea, la dialettica fra la superficie lucida (e specchiante) e gli intricati ingranaggi interni, in perenne germinazione.

Gran parte delle opere in mostra arriva dalla Fondazione Arnaldo Pomodoro, creata dallo stesso maestro nel 1995. Tuttavia, a fare gli onori di casa saranno due sculture monumentali appartenenti alle collezioni delle Gallerie d’Italia: il “Disco in forma di Rosa del deserto n.1, da ammirare nel Chiostro ottagonale, e la Sfera Grande, esposta nel Giardino di Alessandro.

Entrando nei dettagli il percorso espositivo prende avvio dal Salone Scala, con una grande pedana, una sorta di palco, popolata di sculture in fiberglass bianco, un materiale che, grazie alla sua leggerezza quasi immateriale, ben si presta a dialogare con la saturazione decorativa dell’ambiente.

Questo gruppo di opere, messe in ordine dagli anni ’60 fino agli anni Duemila, costituisce un piccolo repertorio attorno ai concetti di movimento e disequilibrio, due vere e proprie “colonne portanti” nell’attento processo di ricerca svolto da Pomodoro. Ne fanno parte “Il cubo” (1964-1967), i “Movimento di crollo” (1970-1971), il “Giroscopio” (1986-1987), il “Colpo d’ala” (1984), la “Rotativa di Babilonia” (1991), la “Ruota” (1995) e il “Cuneo con frecce” (2006).

A margine di questo omaggio ad Arnaldo Pomodoro Giovanni Bazoli, Presidente Emerito di Intesa Sanpaolo, ha dichiarato: “L’eredità che l’artista lascia è immensa e preziosa. Il suo universo di segni arcani non smette di affascinare e le sue forme geometriche, con le superfici ‘scavate’ in profondità, sono un continuo invito a riflettere sullo spazio e sul tempo”.

E ha aggiunto Bazoli: “La mostra è un vero e proprio viaggio nella creatività visionaria di Pomodoro, attraverso sculture di enigmatica bellezza che appaiono subito familiari, in quanto fortemente identitarie dell’arte italiana, ma che sono icone riconoscibili anche a livello internazionale”.

Insomma, grazie a questa mostra Milano si conferma anche quest’anno fra i poli culturali più importanti d’Italia, con la certezza che l’estro di Arnaldo Pomodoro vivrà per sempre nel cuore di milioni di ammiratori provenienti da tutto il mondo.

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